venerdì 24 marzo 2017

[eventi] - Festival Letterario Fiori di Vite a Crocetta del Montello





La primavera porta aria nuova a Crocetta del Montello, grazie alla prima edizione del Festival Letterario Fiori di Vite, un calderone di eventi e incontri che percorreranno trasversalmente il mese di aprile e la prima settimana di maggio con appuntamenti destinati a un pubblico eterogeneo.








Si parte sabato 1 aprile con l'apertura del primo evento collaterale - fortemente voluto dall'Associazione Culturale Terre di Vite, che ha ideato e organizzato il Festival - presso la sede della Società Operaia di Mutuo Soccorso di Crocetta, in via Sant'Andrea, di fronte al Municipio: per tutto il mese sarà attiva, grazie a Great Escape Padova, una Escape Room temporanea dal titolo “La Cripta”, nella quale i partecipanti (in gruppi da 2 o più persone) saranno chiusi e messi alla prova con enigmi e indovinelli per 60 minuti, a meno che non riescano a “uscirne” prima.



Da domenica 23 aprile, invece, si entra nel vivo della manifestazione, con l'inaugurazione delle mostre che verranno allestite nelle sale espositive di Villa Ancilotto, sede delle attività del Festival. Alle 10:30 si presenteranno ufficialmente il programma e gli espositori ( Mostra “Fiori e stagioni” con quadri di Giulia Belle', Mostra fotografica “SaveTheDateProject” di Giulia Zanella e Mostra fotografica “Storie di corpi e di colori” con le opere di bodypainting di Gilberta Bianchin, oltre alla mostra “Terra e Mare” curata da Fusion Art Center, organizzazione di Padova), brindando con i vini dell'Azienda Agricola De Bacco di Seren del Grappa (BL). A seguire pranzo con quota di partecipazione alla Pizzeria Ristorante Don Matteo, di Crocetta del Montello.



Dopo la mattinata inaugurale le mostre chiuderanno, riaprendo martedì 25 aprile alle 10:00 e rimanendo visitabili fino a domenica 7 maggio, giornata conclusiva del festival, con i seguenti orari: LUN chiuso



MAR 10:00-12:30 /15:00-18:00



MER 15:00-18:00



GIOV 10:00-12:30 /15:00-18:00



VEN 15:00-19:00



SAB 10:00-12:30 /15:00-19:00



DOM 10:00-19:00



La serie di incontri con gli autori avrà inizio venerdì 28 aprile alle 19 con Fulvio Ervas. Sabato 29 alle 17:30 un incontro sul tema della violenza contro le donne, con il confronto tra due autrici che nei loro testi hanno trattato questa tematica: Annalisa Rizzi e Arianna Berna. Sempre sabato 29, alle 19, Luigi Sorrenti – autore pugliese che vive a Roma – racconterà i suoi romanzi e la sua particolare esperienza editoriale.



Domenica 30 il calendario prevede un'intera giornata (dalle 10 alle 19) dedicata alla Fiera della Piccola e Media Editoria Indipendente, con esposizione dei volumi di 11 case editrici (Kellermann Editore, Arpeggio Libero Edizioni, DBS Edizioni, Edizioni Il Ciliegio, A.Car Edizioni, Gainsworth Publishing, Sad Dog Project, Ellin Selae, Silele Edizioni, Dielle Editore, Elmi's World), e due autori singoli (Matteo Modesto e Simona Cremonini). A partire dalle 14 sei incontri con autori ed editori, che presenteranno i loro lavori.




14:00 Sonia Santin e Camilla Peruch – "Piave e Grande Guerra" (Collana Kilometri di Storie, KM1 - Kellermann Editore)






15:00 Simona Lapucci – "Gli spettri del Passato" (Edizioni Il Ciliegio)




16:00 Viaggio nel Noir surreale con Diego Tonini, Lorenzo Sartori e Giacomo Festi (Sad Dog Project)




16:30 Le novità Gainsworth Publishing - Lorenzo Sartori, Diego Tonini e Ester Trasforini (Gainsworth Publishing)




17:00 Fabio Dessole - “A.D. 1243” (Arpeggio Libero Editore)




18:00 Amos Cartabia – "L'aquila e la colomba" (Acar Edizioni)










Alle 11:30 la premiazione del concorso letterario “Fiori di Vite- Storie di Territorio”, seguita da un piccolo rinfresco. Alle 19, conclusasi la fiera, avremo l'incontro con Piergiorgio Pulixi, talento del noir italiano.



Giovedì 4 maggio alle 20 altro evento collaterale :“Un Delitto Avrà Luogo”, Murder party – Gioco di ruolo investigativo - con l' Associazione Carri Disarmati di Montebelluna (prenotazione obbligatoria (per info e prenotazioni Biblioteca Comunale di Crocetta del Montello 0423666631; fioridivite.fl@gmail.com))



Gli incontri con gli autori riprenderanno venerdì 5 maggio alle 19 con Giovanna Zucca, autrice di “Assassinio all'Ikea” e “Turno di notte”. Sabato 6 alle 17:30 Antonio Paolillo presenterà uno dei suoi volumi e alle 19 Riccardo Gazzaniga racconterà il suo “Non devi dirlo a nessuno”, ambientato a Lamon. Domenica 7 giornata conclusiva con due incontri, dei quali uno doppio: alle 17:30 con la giornalista e blogger letteraria Giulia Ciarapica ci parlerà delle sue passioni e della sua esperienza lavorativa, mentre alle 18:30 gli autori Matteo Strukul e Mirko Zilahy ci intratterranno con una chiacchierata tra amici alla scoperta dei loro mondi.
(COMUNICATO STAMPA DEGLI ORGANIZZATORI)

Magla vi da appuntamento a Crocetta del Montello!

martedì 21 marzo 2017

21 marzo: Giornata mondiale della poesia | Festeggiamola con i versi di Gullotto | [Magla's Addicted] - Vacanze al sole di luglio, Santina Gullotto



VACANZE AL SOLE DI LUGLIO

Santina Gullotto


La sabbia rovente dal sole di luglio, il gelo non scioglie..... L'azzurro del mare ondeggia, infrange e tormenta quel bianco scglio..... Tra i due promontori di capo d'orlando. Il dolore qui dorme..... Tra gente che sembra migliore..... Si culla tra il vento e le onde, come lo scoglio rotondo al centro del mare, che come un sasso scagliato da mano gicante, rimane li fermo arido e bianco..... Il sole lo brucia dall'alba al tramonto, non ggli darà mai tregua e riposo,; proprio come chi la pace mai ti ridarà, solo la notte refrigerio ti dà..... Lontano da quel sole che brucia e torna costante dall'alba al tramonto..... Che tormenta lo scoglio al centro del mare, che assorto e ormai stanco si piega alle onde del mare

(a cura di Pino Prete)

21 marzo: Giornata mondiale della poesia | Festeggiamola con i versi di Antonio Machado | [Magla's Addicted] - a Federico Garcia Lorca di Antonio Machado

Poesia di Antonio Machado
a Federico Garcia Lorca

I Il delitto Fu visto, camminando tra fucili, in una lunga strada, uscire ai freddi campi, ancora con le stelle del mattino. Uccisero Federico quando la luce spuntava. Il plotone dei carnefici non osò guardargli la faccia; Tutti chiusero gli occhi; mormoravano: neppure Dio ti salva! Cadde morto Federico sangue alla fronte e piombo alle viscere ...Sappiate che fu a Granada il delitto povera Granada! -, nella sua Granada... . Il Il Poeta e la Morte Fu visto camminare con Lei solo, non temendo la falce. Fu visto camminare... Di pietra e sogno, amici, fabbricate un tumulo al poeta nell'Alambra, sopra una fonte dove l'acqua pianga e dica eternamente: nella sua Granada fu il delitto, lì in Granada!

(a cura di Pino Prete)

21 marzo: Giornata mondiale della poesia | Festeggiamola con i versi di Szymborska | [Magla's Addicted] - Szymborska "Prospettiva" (poesia)

Wislawa Szymborska
– Prospettiva


Si sono incrociati come estranei, senza un gesto o una parola, lei diretta al negozio, lui alla sua auto.
Forse smarriti O distratti O immemori Di essersi, per un breve attimo, amati per sempre.
D’altronde nessuna garanzia Che fossero loro. Sì, forse, da lontano, ma da vicino niente affatto.
Li ho visti dalla finestra E chi guarda dall’alto Sbaglia più facilmente.
Lei è sparita dietro la porta a vetri, lui si è messo al volante ed è partito in fretta. Cioè, come se nulla fosse accaduto, anche se è accaduto.
E io, solo per un istante Certa di quel che ho visto, cerco di persuadere Voi, Lettori, con brevi versi occasionali quanto triste è stato.

(a cura di Pino Prete)

21 marzo: Giornata mondiale della poesia | Festeggiamola con i versi di Leopardi | [Magla's Addicted] - LA QUIETE DOPO LA TEMPESTA, GIACOMO LEOPARDI

I 41 CANTI DI GIACOMO LEOPARDI

XXIV - LA QUIETE DOPO LA TEMPESTA 

Passata è la tempesta:
Odo augelli far festa, e la gallina,
Tornata in su la via,
Che ripete il suo verso. Ecco il sereno
Rompe là da ponente, alla montagna;
Sgombrasi la campagna,
E chiaro nella valle il fiume appare.
Ogni cor si rallegra, in ogni lato
Risorge il romorio
Torna il lavoro usato.
L'artigiano a mirar l'umido cielo,
Con l'opra in man, cantando,
Fassi in su l'uscio; a prova
Vien fuor la femminetta a còr dell'acqua
Della novella piova;
E l'erbaiuol rinnova
Di sentiero in sentiero
Il grido giornaliero.
Ecco il Sol che ritorna, ecco sorride
Per li poggi e le ville. Apre i balconi,
Apre terrazzi e logge la famiglia:
E, dalla via corrente, odi lontano
Tintinnio di sonagli; il carro stride
Del passegger che il suo cammin ripiglia.
Si rallegra ogni core.
Sì dolce, sì gradita
Quand'è, com'or, la vita?
Quando con tanto amore
L'uomo a' suoi studi intende?
O torna all'opre? o cosa nova imprende?
Quando de' mali suoi men si ricorda?
Piacer figlio d'affanno;
Gioia vana, ch'è frutto
Del passato timore, onde si scosse
E paventò la morte
Chi la vita abborria;
Onde in lungo tormento,
Fredde, tacite, smorte,
Sudàr le genti e palpitàr, vedendo
Mossi alle nostre offese
Folgori, nembi e vento.
O natura cortese,
Son questi i doni tuoi,
Questi i diletti sono
Che tu porgi ai mortali. Uscir di pena
E' diletto fra noi.
Pene tu spargi a larga mano; il duolo
Spontaneo sorge: e di piacer, quel tanto
Che per mostro e miracolo talvolta
Nasce d'affanno, è gran guadagno. Umana
Prole cara agli eterni! assai felice
Se respirar ti lice
D'alcun dolor: beata
Se te d'ogni dolor morte risana.


(a cura di Pino Prete)

Le Maglozze: 21 marzo: Giornata mondiale della poesia | Festegg...

Le Maglozze: 21 marzo: Giornata mondiale della poesia | Festegg...: Gocce d'acqua come pugnali Gocce d’acqua come pugnali nel giorno più grigio e silenzioso non ci sono parole per dirlo. ...

martedì 11 ottobre 2016

[novità editoriali] - La Spada, il Cuore, lo Zaffiro - i racconti fantasy di Antonella Mecenero

ACQUISTALO QUI

 La Spada, il Cuore, lo Zaffiro

i racconti fantasy di Antonella Mecenero


"La Spada, il Cuore, lo Zaffiro" è la sesta uscita della collana Memorie dal Futuro, edita da
Wild Boar e curata dall´associazione RiLL Riflessi di Luce Lunare.
Memorie dal Futuro è una collana di antologie personali, dedicate ai racconti degli autori che
più si sono distinti nei concorsi letterari organizzati da RiLL (in particolare: nell´ambito del
Trofeo RiLL per il miglior racconto fantastico, uno dei maggiori premi italiani del settore, con
circa 250 racconti partecipanti all´anno).

"La Spada, il Cuore, lo Zaffiro" propone i racconti fantasy di Antonella Mecenero: insegnante
piemontese, autrice di romanzi gialli e storie fantasy. I suoi racconti sono stati premiati in
molti concorsi letterari.

"La Spada, il Cuore, lo Zaffiro" è un´antologia di dieci storie, che spiccano per la qualità della
scrittura e per il tono lieve, ma non superficiale, con cui sono narrate.
Inoltre, ed è un cambiamento per la stessa collana cui appartiene, "La Spada, il Cuore, lo
Zaffiro" ospita quattro racconti che appartengono a uno stesso corpus, perché tutti ambientati
nello stesso mondo fantasy: il Leynlared, un regno formato da cinque regioni, che Antonella
Mecenero ha creato mischiando elementi medievali e rinascimentali. I quattro racconti dal
Leynlared, che occupano la seconda metà del volume, tratteggiano un affresco di questo
mondo, comunicandone la ricchezza e il fascino.

Nei racconti de "La Spada, il Cuore, lo Zaffiro" ci sono i migliori ingredienti del genere
fantasy: draghi, magie, tesori, battaglie, fantasmi, complotti... Tutto il necessario per
soddisfare il senso del meraviglioso di ogni lettore. Ma sono storie buone anche per rivisitare
il fantasy, visto che hanno spesso e volentieri protagonisti inattesi, lontani dagli archetipi del
genere.
Questo è particolarmente evidente per i racconti dal Leynlared ambientati negli anni del
regno del principe Amrod: tre storie in cui il tema della diversità (nell´orientamento sessuale)
è centrale per caratterizzare il personaggio, le sue azioni e la storia stessa del regno. E il
merito di Antonella Mecenero è quello di trattare questo elemento con intelligenza, riuscendo
a rispettare i topos del genere, a evitare le banalità del politicamente corretto, e a descrivere
un mondo complesso, dove anche i pregiudizi hanno una causa, se non addirittura qualche
buona ragione (lo decideranno i lettori) di esistere.

Proprio perché i protagonisti di questi racconti sono spesso inattesi, "diversi", è grande la
cura della loro caratterizzazione psicologica, come spiega la stessa autrice:
"Il fantastico, come tutta la narrativa, parla principalmente di noi, in quanto esseri umani.
Temo che, anche se abitassimo davvero in un mondo popolato di draghi e fantasmi, i mostri
peggiori rimarrebbero quelli che vivono dentro il nostro animo. Questo è il nucleo della mia
narrativa. In ognuno di questi racconti i personaggi devono fare i conti principalmente con sé
stessi, per capire chi sono, cosa desiderano o accettare le conseguenze di cosa sono
diventati."

"La Spada, il Cuore, lo Zaffiro" propone i racconti fantasy di un´autrice che merita l´attenzione
di tutti gli appassionati di Fantastico e delle buone letture: Antonella Mecenero.
Il libro è disponibile da ottobre 2016.


-------------------------------------------------------------------

Antonella Menecero
La Spada, il Cuore, lo Zaffiro
Racconti fantasy
Wild Boar Edizioni
140 pagine, euro 10
Illustrazione di copertina: Valeria De Caterini
ACQUISTALO QUI
-------------------------------------------------------------------

L´associazione RiLL Riflessi di Luce Lunare opera da oltre vent'anni.
La principale attività associativa è il Trofeo RiLL per il miglior racconto fantastico, concorso
letterario che è nel tempo divenuto uno dei principali premi italiani dedicati ai racconti fantasy,
horror e di fantascienza. Sono circa 250 i testi che hanno partecipato a ciascuna delle
edizioni più recenti (397 racconti nell´edizione 2016).
Dal successo del premio è nata nel 2003 la collana di antologie annuali "Mondi Incantati -
Racconti fantastici dal Trofeo RiLL e dintorni", cui dal 2011 si è affiancata la collana di
antologie personali "Memorie dal Futuro".
Tutte le antologie curate da RiLL sono realizzate senza ALCUN contributo da parte degli
autori pubblicati.

[Magla's Addicted] - QUEL CANE FEDELE, Santina Gullotto

L'ANGOLO POETICO DELLA POETESSA SANTINA GULLOTTO CON POESIE TRATTE DAL SUO ULTIMO LIBRO PUBBLICATO DAL TITOLO <<IL BUIO E LA LUCE>>28>> POESIA QUEL CANE FEDELE

 E nella cuccia... A leccarsi le ferite, dopo una stagione di agguerrite lotte... Invano, aspetti stavolta il tuo osso, da quel padrone che ti ha dimenticato, né il guinzagli di una passeggiata... Rivredrai per parecchi giorni. Scende la nebbia sui tuoi stanchi occhi, che da troppo tempo non chiudi per il sonno... La tua solitudine è ormai un'abitudine, che porterai con te per tutti i giorni che vivrai in quella cuccia che non lascerai.

(a cura di Pino Prete)

[Letti per voi] - Lady Susan di Jane Austen



“Lady Susan” di Jane Austen – genere: romanzo in forma epistolare – Editore: Newton Compton editori – Pagine: 125 pp. – prezzo: 0,99 €

Lady Susan è una donna energica, intelligente, senza scrupoli, che si diverte a giocare con i sentimenti degli uomini. Deciderà di introdursi nella vita e nelle amicizie di una famiglia benestante della Inghilterra piccoloborghese e procurerà guai e scombussolamento nel loro equilibrio. Ma non tutto andrà secondo i suoi piani…

Questo romanzo della Austen è scritto in forma epistolare, il lettore quindi scopre lo svolgersi delle varie vicende dai punti di vista e dalle lettere che i vari protagonisti si scambiano tra loro o che inviano a parenti lontani. La scrittrice quindi, con i suo solito stile elegante e contenuto (ma solo in superficie, perché basta leggere tra le righe per trovarci una critica pungente e arguta dei personaggi e dello stile di vita dell’epoca), ci trasporta nella cheta vita di provincia, nelle chiacchiere dei salotti, nelle rigide regole di quell’universo piccolo-borghese che, in modo sottaciuto ma determinato, ha sempre contestato.

Gli ingredienti a cui ci ha abituato la scrittrice inglese ci sono tutti. Jane Austen in questa opera fa una critca particolarmente dura ad alcuni personaggi di questo mondo, facendo emergere i loro difetti e i lati peggiori, sempre con la sottile ironia che le è tipica.

Jane Austen mai così in forma, la sua penna è uno stiletto! Da leggere se siete persone capaci di cogliere il giudizio sotteso tra le righe e vi piace il punto di vista intelligente e pungente di questa fantastica autrice! 
***

More info (tratte da Wikipedia) – Lady Susan è un romanzo in forma epistolare di Jane Austen scritto orientativamente tra il 1793 e il 1795. Essendo una delle opere giovanili di Jane Austen, possiamo considerarlo ancora una sperimentazione delle sue opere maggiori.
∼ Loriana ∼





martedì 19 luglio 2016

Ferie!




Isolani!
Andiamo in ferie!
Un abbraccio a tutti e... ci rivediamo a settembre!
Magla, l'isola del libro

martedì 14 giugno 2016

[Novità editoriali] - Nuovo volume della collana "Di favole e di gioia", le fiabe di Arpeggio Libero per Emergency

Disponibile per l'acquisto il volume n. 3 della collana "Di favole e di gioia" con le fiabe di Stefania Farinella "Flora e l'allergia ai fiori" e quella di Maria Debora Zucca "La zanzara e la pungiglionite", favole illustrate da Beatrice Botto.

Il volume, che anche Magla ha contribuito a realizzare grazie al concorso omonimo, che ha selezionato autori e illustratori per la collana e di cui la nostra maglozza Loriana Lucciarini è stata ideatrice e curatrice, sostiene Emergency nei suoi progetti destinati ai bimbi meno fortunati nei territori di guerra.

Nell’alveare fior di miele vive un’ape davvero speciale, Flora, figlia dell’ape regina, unica erede della stirpe reale.
La piccola ha però un grande e fastidioso problema: è allergica ai fiori…


C’era una volta una piccola zanzara che si chiamava Cecilia. Viveva con la sua mamma e il suo papà, in una magnifica villetta, abitata da una famiglia molto numerosa, dove quindi c’erano molte risorse alimentari!
Essendo ancora piccola, andava a scuola per imparare ad usare il suo pungiglione, che ancora era piccolo e delicato (…) non vedeva l’ora di essere indipendente per poter pungere qualcuno; i suoi genitori con molta fatica la tenevano a freno…



******


Le altre favole della stessa collana sono:

volume I
"Il mare di nebbia" di Marta Tempra  
"Si può volare senza ali" di Loriana Lucciarini  
 illustrazioni Emanuele Oliveri Olives

 
volume II
"La magia di Wit" di Arianna Berna
 "L'aeroplano di carta" di Chiara Savarese
 illustrazioni Chiara Savarese 

martedì 7 giugno 2016

[Magla's Addicted] - PROFONDO NEL CUORE, Santina Gullotto


L'ANGOLO POETICO DELLA POETESSA SANTINA GULLOTTO CON POESIE TRATTE DAL SUO ULTIMO LIBRO PUBBLICATO DAL TITOLO <<IL BUIO E LA LUCE>>

PROFONDO NEL CUORE


Sta proprio lì, profondo nel cuore un pensiero che è verità... Brucia ogni volta distorta da chi crede sapere e non sa... L'apparenza inganna l'umana coscienza, annebbiata dall'apparenza... E ferisce l'ingiusta accusa che non t'appartiene, ma solo giustizia umana è... Non sa e non vuole sapere e imprime profonda nel cuore quella ferita che non guarirà... E torna in mente l'ingenuità profonda del cuore che a tutto credeva... Non t'appartiene la falsità, della furba strategia che usando il tuo cuore... si svela presto quello che è...


(a cura di Pino Prete)

A.D. 1243 di Marta Tempra e Furio Thot è il libro più venduto della settimana!

Complimenti alla nostra Maglozza Marta Tempra per questo bel risultato!

acquistalo qui

A.D. 1243 - l'ultimo assedio


1237. Sono gli anni dei contrasti tra l’impero e i comuni sostenuti dal papato, lotte intestine che spaccheranno le città, dividendo i padri dai figli, i fratelli dai fratelli.
A Viterbo, Giacinta Brettoni, giovane nobile di parte guelfa, è destinata al convento fin dalla nascita, ma l’avversa fortuna della famiglia la porterà a rinunciare al velo per diventare moglie di un nuovo ricco della città.
Nel frattempo, il poeta siciliano Jacopo degli Altofonte viene convocato alla corte di Federico II e l’iniziale meraviglia si trasformerà in angoscia quando s’innamora perdutamente di Selvaggia, figlia naturale del sovrano e destinata in sposa all’uomo più crudele del suo tempo.
Alle loro storie si unisce quella di Guido, speziale lombardo in fuga con la famiglia da Lodi dopo che la città si arrese all’impero.
Amori infelici, rocambolesche fughe e impetuose battaglie si intrecciano in un romanzo corale in cui le vicende di tutti finiranno per convergere proprio nella città di Viterbo, culminando nella battaglia in cui la valorosa cittadina fronteggerà l’immenso esercito imperiale.
Gli epici giorni dell’anno domini 1243, l’ultimo assedio di Viterbo.

martedì 17 maggio 2016

Novità uscite Arpeggio Libero

Libri libri libri... Letture letture letture! 


Buongiorno care e cari lettori! :-D

Vi segnaliamo ben due nuove uscite dal catalogo Arpeggio Libero: il romanzo di Enrico Stel "Verba daemonis" e "Non guardatemi così" di Rita Losco e Francesco Perillo! 
 
Letture per tutti i gusti... 
 
Voi quale preferite? Il fantasy avventuroso di Stel o il romanzo introspettivo della coppia d'autori Losco-Perillo?

 
 
Verba Daemonis
Enrico Stel

Francia, 1635. Gli abitanti di Debie sono in subbuglio in seguito ad una serie di brutali omicidi avvenuti nei boschi che circondano il villaggio. La responsabile è stata individuata in Camille Boudreaux, poco più che ragazzina, accusata di stregoneria e rinchiusa in attesa di esecuzione nelle segrete del castello che dall'alto di una collina sembra vegliare sul piccolo villaggio come un gigante di pietra. Per interrogare la ragazza è stato fatto giungere da Parigi Eric Grenier, uno degli inquisitori più spietati del Paese, che con Debie ha più di un legame. E mentre il giorno dell'esecuzione della strega si avvicina inesorabilmente il male sembra aver messo le radici nel villaggio, proliferando indisturbato grazie alla paura e all'ignoranza degli abitanti, abituati a sottostare alle feree disposizioni del vescovo La Croix e dei suoi uomini.

- link per l'acquisto - 


Non guardatemi così
Rita Losco - Francesco Perillo

Rita ha finalmente trovato lo scopo più importante della sua vita:  cercare di evitare ad altre giovani, soprattutto adolescenti e preadolescenti, di diventare vittime dell’anoressia.  L’arma segreta e potente di questa malattia è quella di riuscire a camuffarsi, ad agire indisturbata, non notata. Quindi, per fermarla in tempo, è necessario smascherarla, metterla in mostra, denudarla, svelarne tutti i segreti prima che sia troppo tardi. Ed è importante far conoscere anche i patimenti che ne derivano, in tutta la loro assurdità.
Dell’anoressia bisogna averne paura perché non è meno grave di altre gravi malattie.
Le pagine di questo libro riportano una storia vera. La protagonista-coautrice, prevalente voce narrante, dopo tanti anni di sofferenze e di silenzi, decide di rivelare agli altri il suo mondo, le sue tristi vicende, le sue visite psicologiche e psichiatriche, i ricoveri nei luoghi di cura, i suoi tentati suicidi.
Gli avvenimenti descritti, in qualche caso, persino con apparente leggerezza, le persone, i luoghi. Anche se a volte assumono aspetti tanto paradossali da richiamare alla memoria alcune narrazioni pirandelliane, i fatti e  le date, sono assolutamente autentici.
Avendo vissuto per tanti anni, da quando iniziarono i suoi “disturbi” ad oggi, in un sostanziale stato di emarginazione rispetto agli estranei ed in costante conflittualità con alcuni suoi familiari, questi ultimi non riescono ad accettare che una loro congiunta sia affetta da una malattia che a loro appare inspiegabilmente assurda. Rita tenta, con tutte le capacità di persuasione di cui riesce a disporre, di ripristinare quei contatti e quel dialogo interrotto perché ne avverte un’intima profonda necessità.  Cerca di spiegare loro ch’ella è una persona non diversa dalle altre. Ella si ritrova prostrata da una particolare malattia allo stesso modo di altre persone colpite da altre specifiche malattie. Anche lei è capace di azioni altruistiche e di manifestazioni di affetto, ma ha anche il bisogno vitale di essere compresa e di ricevere affetto.
Inoltre, al lettore attento non sfuggirà un aspetto ancora più importante delle vicende narrate: tra apparenti contraddizioni, Rita si avventura nei meandri dei suoi ricordi cercando la causa della sua caduta. Dà delle risposte che potrebbero portare ad una possibile verità.  Senza mezzi termini, a volte persino in modo crudo, porta in superficie alcuni reconditi segreti dei suoi pensieri, alcuni suoi assurdi comportamenti, lo sdoppiamento della sua personalità…

lunedì 16 maggio 2016

[Letti per voi] - Azzurra e il viaggio nell’oceano di Carmelo Loddo


Buongiorno cari lettori, oggi vi presento una bella favola! Vi parlo, infatti di

“Azzurra e il viaggio nell’oceano” di Carmelo Loddo


loddo-3d-per-sito 


Titolo: “Azzurra e il viaggio nell’oceano – il paese di raccontamiunpo” – Autore: Carmelo Loddo – Editrice: Laruffa Editore – Anno: 2014 – pp. 52 – prezzo: 15 euro

- acquistalo qui – 

L’Autore
loddo_250x285Carmelo Loddo, è di Reggio Calabria ed è padre di quattro figli. Lavora al Ministero degli Interni ed è appassionato di letteratura e Storia antica fin dall’adolescenza. Scrive fiabe, filastrocche per bambini e poesie. Ha pubblicato due volumi di poesia ed ha conseguito numerosi riconoscimenti e premi letterari.




La mia recensione

Una favola per i più piccoli, ma anche e soprattutto per i loro genitori, per ritrovare la magia e la bellezza del mondo attorno a noi e i buoni sentimenti.

La stellina Azzurra viene mandata sulla terra, assieme ad altre temerarie compagne, per compiere la propria missione. Cioè arrivare, dopo innumerevoli peripezie e pericoli, al vulcano Tamberra in tempo per l’eruzione che le spedirà di nuovo in cielo, questa volta trasformate in astri lucenti. Solo una stella ha diritto a volare nuovamente in cielo, le altre che non compiranno la loro missione si ritroveranno a diventar parte dell’oceano.

…Hai due possibilità di scelta. Puoi diventare una stella cometa, avere una vita più o meno breve ma avventurosa, poiché attraverseresti tutto l’universo, o puoi scegliere di diventare una stella con un suo posto fisso nel cielo, per sempre, ma dovrai superare la prova dell’Oceano.

Azzurra è una stellina umile ma coraggiosa, intelligente e generosa. E’ di temperamento curioso e umile; assenti in lei i sentimenti di rabbia, invidia e prepotenza. Riesce a stupirsi e a godere della bellezza che ha attorno a sé, guardando il mondo con occhi puliti e genuini.

…Inizialmente osservò per con un po’ di paura, successivamente si fece largo in lei lo stupore e quando finalmente superò l’impatto ed entrarono completamente nell’atmosfera del pianeta, rimase affascinata dalla bellezza del pianeta Terra.

Grazie a queste qualità riuscirà a compiere la sua missione e a ritrovarsi nel firmamento, non senza una sorpresa speciale, però! :-)

In questa breve fiaba ci sono tutti gli ingredienti per affascinare: la simpatia della stellina, un gruppo di altre figure marine divertenti e curiose, prove di carattere piene di significato e incontri speciali, che aiuteranno Azzurra nel suo cammino.

Contrariamente alle altre, infatti, lei non ha voglia di rivalsa, è generosa ed è animata da sentimenti puri e sinceri. La frase più significativa che pronuncia, e che scatena l’ilarità delle sue boriose compagne d’avventura, è quella che dà il senso all’intera storia:

– Le stelle non sono senza pietà, le stelle sono pazienti e sincere, noi illuminiamo l’universo e la nostra luce è Verità, Saggezza e Carità. –

Azzurra è fedele a se stessa e a ciò in cui crede. Pratica la carità. Vive in verità, arrivando alla saggezza. Le sue scelte infatti la portano ad essere diversa dalle altre, migliore. Ecco come spiega, infatti, la scelta di non mangiare l’unico pasto a sua disposizione, un piccolo riccio che le ha chiesto clemenza, decidendo di sacrificare il suo appetito pur di non togliergli la vita:

– Veramente il riccio non l’ho nemmeno assaggiato. Mi rincresceva ucciderlo, aveva una famiglia. –


- Non lo hai mangiato! – esclamò meravigliata Tempesta – e cosa hai mangiato?

- Ho visto dei cavallucci marini che brucavano l’erba e ne ho mangiata anche io.

Lentamente, l’insegnamento e l’esempio di Azzurra, arriva a trasformare anche altre sue compagne, portando la più prepotente di tutte, Tempesta, a una scelta incredibilmente altruista. Perché, quando entrambe arrivano – uniche di tutto il drappello di avventurose stelle celesti – al vulcano, scoprono che devono compiere una dolorosa scelta:


…la mezzanotte stava per scoccare e l’enorme Stella Guardiana fu implacabile: – Manca solo un minuto, quello necessario per un solo lancio, scegliete voi chi dei due deve partire, fatelo in fretta o entrambe resterete qui.

Ma non vi dico di più per non svelare il finale della fiaba! :-P
libro bUna storia che piacerà a tutti per i significati e gli insegnamenti che offre e gli spunti di riflessione. Perché la storia di Azzurra diventa memoria nei ricordi del bambino (che apre la favola e che è in attento ascolto del racconto fatto dalla nonnina del paese di Raccontamiunpo’) che, guardando il cielo stellato ci confida:
…pensai a quante meraviglie della natura siamo indifferenti…

Un libro che consiglio perché impreziosito da belle ed evocative illustrazioni di Michela Tropea, e perché è una favola, come scrive Mario Caligiuri nella prefazione al libro: “che ha un valore universale, come sempre più importante per gli adulti, che crescendo smarriscono l’incanto e la meraviglia, che per i bambini, che ne comprendono invece la serietà profonda.”

∼ Loriana ∼






[Magla's Addicted] - IL TRAMONTO DELLA LUNA, Leopardi

I 41 CANTI DI GIACOMO LEOPARDI

XXXIII - IL TRAMONTO DELLA LUNA

 Quale in notte solinga, Sovra campagne inargentate ed acque, Là 've zefiro aleggia, E mille vaghi aspetti E ingannevoli obbietti Fingon l'ombre lontane Infra l'onde tranquille E rami e siepi e collinette e ville; Giunta al confin del cielo, Dietro Apennino od Alpe, o del Tirreno Nell'infinito seno Scende la luna; e si scolora il mondo; Spariscon l'ombre, ed una Oscurità la valle e il monte imbruna; Orba la notte resta, E cantando, con mesta melodia, L'estremo albor della fuggente luce, Che dianzi gli fu duce, Saluta il carrettier dalla sua via; Tal si dilegua, e tale Lascia l'età mortale La giovinezza. In fuga Van l'ombre e le sembianze Dei dilettosi inganni; e vengon meno Le lontane speranze, Ove s'appoggia la mortal natura. Abbandonata, oscura Resta la vita. In lei porgendo il guardo, Cerca il confuso viatore invano Del cammin lungo che avanzar si sente Meta o ragione; e vede Che a se l'umana sede, Esso a lei veramente è fatto estrano. Troppo felice e lieta Nostra misera sorte Parve lassù, se il giovanile stato, Dove ogni ben di mille pene è frutto, Durasse tutto della vita il corso. Troppo mite decreto Quel che sentenzia ogni animale a morte, S'anco mezza la via Lor non si desse in pria Della terribil morte assai più dura. D'intelletti immortali Degno trovato, estremo Di tutti i mali, ritrovàr gli eterni La vecchiezza, ove fosse Incolume il desio, la speme estinta, Secche le fonti del piacer, le pene Maggiori sempre, e non più dato il bene. Voi, collinette e piagge, Caduto lo splendor che all'occidente Inargentava della notte il velo, Orfane ancor gran tempo Non resterete; che dall'altra parte Tosto vedrete il cielo Imbiancar novamente, e sorger l'alba: Alla qual poscia seguitando il sole, E folgorando intorno Con sue fiamme possenti, Di lucidi torrenti Inonderà con voi gli eterei campi. Ma la vita mortal, poi che la bella Giovinezza sparì, non si colora D'altra luce giammai, nè d'altra aurora. Vedova è insino al fine; ed alla notte Che l'altre etadi oscura, Segno poser gli Dei la sepoltura.

(a cura di Pino Prete)

giovedì 21 aprile 2016

[Magla's Addicted] - Novembre profuma di lillà, poesia di Santina Gullotto




NOVEMBRE PROFUMA DI LILLA'
di Santina Gullotto



Giorni che emanano palpabile tristezza, l'aria pungente ad ogni tocco di orologio..... Il calore del sole fievole e sfuggente, è appena più caldo solo a mezzogiorno..... La natura violentata dall'umana avidità, adesso stanca, quel che volevi ti darà..... Mai per quanto di male ha ricevuto, solo in parte te lo renderà. E meno crudele di quanto ti aspetti, di quanto con lei tu sei stato..... E dopo il vento,e fulmini,e aette..... Ti regala un novembre, che profuma di lillà.....

(a cura di Pino Prete)

martedì 19 aprile 2016

Novità uscite Arpeggio Libero

Libri libri libri... Letture letture letture! 


Buongiorno care e cari lettori! :-D

Vi segnaliamo una nuova uscita dal catalogo Arpeggio Libero: il romanzo storico di Massimo Taras "Gli anni di Giulia"





Gli anni di Giulia

Massimo Taras



Questo romanzo, ambientato tra gli anni 1943 e 1951, potrebbe essere definito “ Il Romanzo dell’Amore e dell’Amicizia” dove la sincerità trionfa sull’ipocrisia.
Una donna: Giulia - Tre uomini: Arthur - Mauro - Claude che conoscono ogni frammento della reciproca anima. Un’esistenza tra amicizia e amore. Amici che non hanno bisogno di parole per capirsi, né di ridurre le distanze per abbracciarsi. Persone che poseranno sempre il loro sguardo sulla vita dell’altro. Destini incrociati, vissuti tra le sofferenze dell’ultima guerra e quelle della vita, “in un continuo rincorrersi di ricordi”.
Il romanzo, ispirato da luoghi realmente esistiti, si sviluppa nel periodo dell’occupazione tedesca fino ai primi anni cinquanta. Giulia, figlia unica di un ricco possidente, vive tra le campagne del Lazio e la Costa Azzurra. Una donna moderna molto bella ed emancipata per i suoi tempi. La sua più grande tragedia è l’amore che la lega ad Arthur, un alto ufficiale della Wehrmacht.
“Il Barone”, la tenuta di famiglia nelle vicinanze di Roma, viene occupato dai tedeschi, e diverrà lo scenario di una storia impossibile quanto tragica, che condizionerà l’esistenza di Giulia, costringendola a celare, per molti anni, un terribile segreto.

Giulia condivide la sua infanzia e adolescenza con Mauro, figlio dello stalliere. Mauro è un uomo coraggioso, che si unirà alle formazioni partigiane per seguire i suoi ideali di libertà.  Un rapporto intenso e sincero che il destino cercherà di dividere.  Sua cugina Carla, ricca ed evoluta, la introdurrà nella vita mondana della Costa Azzurra, dove farà nuove importanti amicizie, ma ciò non servirà a distaccarla dal suo passato, che ritornerà prepotentemente.  Claude, affermato avvocato francese, conosciuto a Nizza e follemente innamorato di Giulia, l’aiuterà a riflettere, scrutarsi dentro, alla ricerca di quello che forse neanche lei è in grado di riconoscere. Il ritrovamento di un libro, infine, sarà il mezzo che le permetterà di aggiungere un importante tassello per fare finalmente chiarezza, in un ultimo colpo di scena!

[Magla's Addicted] - I 41 CANTI DI GIACOMO LEOPARDI XIX - AL CONTE CARLO PEPOLI







I 41 CANTI DI GIACOMO LEOPARDI
XIX - AL CONTE CARLO PEPOLI 


Questo affannoso e travagliato sonno Che noi vita nomiam, come sopporti, Pepoli mio? di che speranze il core Vai sostentando? in che pensieri, in quanto O gioconde o moleste opre dispensi L'ozio che ti lasciàr gli avi remoti, Grave retaggio e faticoso? E' tutta, In ogni umano stato, ozio la vita, Se quell'oprar, quel procurar che a degno Obbietto non intende, o che all'intento Giunger mai non potria, ben si conviene Ozioso nomar. La schiera industre Cui franger glebe o curar piante e greggi Vede l'alba tranquilla e vede il vespro, Se oziosa dirai, da che sua vita E' per campar la vita, e per se sola La vita all'uom non ha pregio nessuno, Dritto e vero dirai. Le notti e i giorni Tragge in ozio il nocchiero; ozio il perenne Sudar nelle officine, ozio le vegghie Son de' guerrieri e il perigliar nell'armi; E il mercatante avaro in ozio vive: Che non a se, non ad altrui, la bella Felicità, cui solo agogna e cerca La natura mortal, veruno acquista Per cura o per sudor, vegghia o periglio. Pure all'aspro desire onde i mortali Già sempre infin dal dì che il mondo nacque D'esser beati sospiraro indarno, Di medicina in loco apparecchiate Nella vita infelice avea natura Necessità diverse, a cui non senza Opra e pensier si provvedesse, e pieno, Poi che lieto non può, corresse il giorno All'umana famiglia; onde agitato E confuso il desio, men loco avesse Al travagliarne il cor. Così de' bruti La progenie infinita, a cui pur solo, Nè men vano che a noi, vive nel petto Desio d'esser beati; a quello intenta Che a lor vita è mestier, di noi men tristo Condur si scopre e men gravoso il tempo, Nè la lentezza accagionar dell'ore. Ma noi, che il viver nostro all'altrui mano Provveder commettiamo, una più grave Necessità, cui provveder non puote Altri che noi, già senza tedio e pena Non adempiam: necessitate, io dico, Di consumar la vita: improba, invitta Necessità, cui non tesoro accolto, Non di greggi dovizia, o pingui campi, Non aula puote e non purpureo manto Sottrar l'umana prole. Or s'altri, a sdegno I vóti anni prendendo, e la superna Luce odiando, l'omicida mano, I tardi fati a prevenir condotto, In se stesso non torce; al duro morso Della brama insanabile che invano Felicità richiede, esso da tutti Lati cercando, mille inefficaci Medicine procaccia, onde quell'una Cui natura apprestò, mal si compensa. Lui delle vesti e delle chiome il culto E degli atti e dei passi, e i vani studi Di cocchi e di cavalli, e le frequenti Sale, e le piazze romorose, e gli orti, Lui giochi e cene e invidiate danze Tengon la notte e il giorno; a lui dal labbro Mai non si parte il riso; ahi, ma nel petto, Nell'imo petto, grave, salda, immota Come colonna adamantina, siede Noia immortale, incontro a cui non puote Vigor di giovanezza, e non la crolla Dolce parola di rosato labbro, E non lo sguardo tenero, tremante, Di due nere pupille, il caro sguardo, La più degna del ciel cosa mortale.
Altri, quasi a fuggir volto la trista Umana sorte, in cangiar terre e climi L'età spendendo, e mari e poggi errando, Tutto l'orbe trascorre, ogni confine Degli spazi che all'uom negl'infiniti Campi del tutto la natura aperse, Peregrinando aggiunge. Ahi ahi, s'asside Su l'alte prue la negra cura, e sotto Ogni clima, ogni ciel, si chiama indarno Felicità, vive tristezza e regna.
Havvi chi le crudeli opre di marte Si elegge a passar l'ore, e nel fraterno Sangue la man tinge per ozio; ed havvi Chi d'altrui danni si conforta, e pensa Con far misero altrui far se men tristo, Sì che nocendo usar procaccia il tempo. E chi virtute o sapienza ed arti Perseguitando; e chi la propria gente Conculcando e l'estrane, o di remoti Lidi turbando la quiete antica Col mercatar, con l'armi, e con le frodi, La destinata sua vita consuma.
Te più mite desio, cura più dolce Regge nel fior di gioventù, nel bello April degli anni, altrui giocondo e primo Dono del ciel, ma grave, amaro, infesto A chi patria non ha. Te punge e move Studio de' carmi e di ritrar parlando Il bel che raro e scarso e fuggitivo Appar nel mondo, e quel che più benigna Di natura e del ciel, fecondamente A noi la vaga fantasia produce E il nostro proprio error. Ben mille volte Fortunato colui che la caduca Virtù del caro immaginar non perde Per volger d'anni; a cui serbare eterna La gioventù del cor diedero i fati; Che nella ferma e nella stanca etade, Così come solea nell'età verde, In suo chiuso pensier natura abbella, Morte, deserto avviva. A te conceda Tanta ventura il ciel; ti faccia un tempo La favilla che il petto oggi ti scalda, Di poesia canuto amante. Io tutti Della prima stagione i dolci inganni Mancar già sento, e dileguar dagli occhi Le dilettose immagini, che tanto Amai, che sempre infino all'ora estrema Mi fieno, a ricordar, bramate e piante. Or quando al tutto irrigidito e freddo Questo petto sarà, nè degli aprichi Campi il sereno e solitario riso, Nè degli augelli mattutini il canto Di primavera, nè per colli e piagge Sotto limpido ciel tacita luna Commoverammi il cor; quando mi fia Ogni beltate o di natura o d'arte, Fatta inanime e muta; ogni alto senso, Ogni tenero affetto, ignoto e strano; Del mio solo conforto allor mendico, Altri studi men dolci, in ch'io riponga L'ingrato avanzò della ferrea vita, Eleggerò. L'acerbo vero, i ciechi Destini investigar delle mortali E dell'eterne cose; a che prodotta, A che d'affanni e di miserie carca L'umana stirpe; a quale ultimo intento Lei spinga il fato e la natura; a cui Tanto nostro dolor diletti o giovi: Con quali ordini e leggi a che si volva Questo arcano universo; il qual di lode Colmano i saggi, io d'ammirar sono pago.
In questo specolar gli ozi traendo Verrò: che conosciuto, ancor che tristo, Ha suoi diletti il vero. E se del vero Ragionando talor, fieno alle genti O mal grati i miei detti o non intesi, Non mi dorrò, che già del tutto il vago Desio di gloria antico in me fia spento: Vana Diva non pur, ma di fortuna E del fato e d'amor, Diva più cieca.

(a cura di Pino Prete)