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martedì 21 marzo 2017

21 marzo: Giornata mondiale della poesia | Festeggiamola con i versi di Antonio Machado | [Magla's Addicted] - a Federico Garcia Lorca di Antonio Machado

Poesia di Antonio Machado
a Federico Garcia Lorca

I Il delitto Fu visto, camminando tra fucili, in una lunga strada, uscire ai freddi campi, ancora con le stelle del mattino. Uccisero Federico quando la luce spuntava. Il plotone dei carnefici non osò guardargli la faccia; Tutti chiusero gli occhi; mormoravano: neppure Dio ti salva! Cadde morto Federico sangue alla fronte e piombo alle viscere ...Sappiate che fu a Granada il delitto povera Granada! -, nella sua Granada... . Il Il Poeta e la Morte Fu visto camminare con Lei solo, non temendo la falce. Fu visto camminare... Di pietra e sogno, amici, fabbricate un tumulo al poeta nell'Alambra, sopra una fonte dove l'acqua pianga e dica eternamente: nella sua Granada fu il delitto, lì in Granada!

(a cura di Pino Prete)

venerdì 1 aprile 2016

[Magla's Addicted] - Sto sognando strade pomeriggio. Antonio Machado

ANTONIO MACHADO
Sto sognando strade pomeriggio. 


Le colline oro, verde dei pini, la quercia polveroso! ... Da dove viene questa strada va? Sto cantando, viaggiatore lungo il percorso ... -la tardi IS cadere. "Al cuore non aveva la spina di una passione; Sono riuscito a strappare un giorno: "Non mi sento il cuore."
E l'intero campo un momento rimane, silenzioso e cupo, meditando. Suoni vento Pioppi sul fiume.
Più sera oscura; e la strada che si snoda e debolmente sbiancamento offusca e scompare.
Il mio canto di nuovo lamentano: "Spina d'oro Sharp, Chi ti sentiresti bloccato nel cuore. "

(a cura di Pino Prete)

giovedì 24 marzo 2016

[Magla's Addicted] - I sogni di un bambino, Antonio Machado

 

Antonio Machado 

I sogni di un bambino


C'era un bambino che sognava, un cavallo di cartone. Apri gli occhi il bimbo e più non vide il cavallino, un cavallino bianco. Il bimbo tornò a sognare; per il crine l'afferrava... Ora non mi sfuggirai! Appena l'ebbe afferrato, il bimbo si svegliò. A veva chiuso il pugno. Il cavallino volò! Serio serio restò il bimbo pensando che non è vero un cavallino sognato.

(a cura di Pino Prete)

martedì 16 febbraio 2016

[Magla's Addicted] - Spagna in pace, Antonio Machado

Poesia di Antonio Machado
Spagna in pace

Nel mio rifugio moresco, mentre tamburella l'acqua della semina benedetta sui vetri, io penso alla lontana Europa che combatte, al Nord feroce, avvolto nelle piogge autunnali. Dove guerreggiano galli, teutoni ed inglesi, là nelle vecchie Fiandre e in una fredda sera, su cavalieri e fanti, su carri e su cannoni mette il velo la pioggia della melanconia! Avvolgerà la nebbia le rosse spoglie belliche grigia sordina al ferrigno chiarore del campo, le nebbie della Mancia cadranno come un sudario della fiamminga duna sul fango insanguinato. Un imperatore ha schierato le truppe della Germania contro il francese avaro e il triste moscovita, e ha osato sferzare la fulva pantera di Britannia. Mezzo pianeta in armi contro il teutone milita. Signore! La guerra è orrenda e barbara: la guerra, odiata dalle madri, fa infuriare le anime; mentre la guerra passa, chi semina la terra? Chi segherà la spiga, che dal giugno è ingiallita? Albione scruta e insegue le carene sui mari; Germania abbatte templi, dimore ed officine; la guerra mette un soffio di gelo nelle case, la fame sulle strade e nelle donne il pianto. È barbara la guerra e ottusa e regressiva; perché su Europa ancora questa sanguigna raffica che falcia l'anima e questa aggressiva follia? Perché l'uomo si ubbriaca di sangue un'altra volta? La guerra ci riporta [...] il delirio d'orrori di Attila in Europa coi suoi feroci eserciti; le orde mercenarie, i pùnici rancori; la guerra ci riporta i morti millenari di ciclopi, centauri, Eracli e Tesei; risuscita la guerra i sogni cavernicoli dell'uomo con villosi giganteschi mammut. Ebbene? Il mondo in guerra e solo Spagna in pace. Salute, o buon Chisciano! Se è tuo questo contegno, io ti saluto. Salve! Salve, pace spagnola, se non sei pace vile, ma disdegno ed orgoglio. Se sei disdegno e orgoglio, tuo valore, su lustri in questa pace, valida, la spada arrugginita, per teneri a pulita, senza macchia, impugnando l'arma della tua vecchia panoplia disusata; se lucidi e forbisci i ferri per - un giorno - vestir di luce, e in piedi: eccomi, dunque, Spagna, tutta, in anima e corpo, per una guerra mia, eccomi, dunque, armata per la mia propria impresa, dire, affinché chi ascolta dica: è voce non eco. Il buon mancego parla parole di saggezza; sembra che il cavaliere incartapecorito il senno ha riacquistato, con la spada alla vita; pace di Spagna, allora ti saluto. Se sei vergogna umana di ostinati livori con cui mercanti avari s'ammazzano a migliaia, sopra la terra madre che nudi li partorì; se sai come l'Europa intera naufragava in una pace senz'anima, in affanno. senza vita, e che l'annichilava una febbre crudele, Gli uomini di fronte alla guerra che oggi è febbre di questo conflitto fratricida; ......... pace di Spagna, allora ti. dico salve anch'io, e a te, la forte Spagna; se, in pace benedetta, nel tuo disdegno incidi, come sopra uno scudo, due pupille che scrutano e un cipiglio che medita da Campi di Castiglia.

(a cura di Pino Prete)