venerdì 6 novembre 2015

[Magla's addicted] - Le 58 poesie d'amore di Guevara - poesia n. 3 - Ernesto Che Guevara

Le 58 poesie d'amore di Guevara 3 poesia
..Ernesto "Che" Guevara.....

Ti vengo a cercare
Ti vengo a cercare quando il tutto mi soffoca, quando le cose s'impregnano del sapore di niente.
Ti vengo a cercare quando la mia razionalità apre i suoi recinti sulla sbizzarrita fantasia.
Ti vengo a cercare quando il cuore e le labbra troppo arse cercano refrigerio nell'amore.
Ti vengo a cercare a sera, quando intravedo ancora più vicino il sole spegnersi veloce nel mare, lì -sotto il mio rossastro orizzonte-

(a cura di Pino Prete)

giovedì 5 novembre 2015

[Magla's Addicted] - poesia di Santina Gullotto "E se speri?"

 E SE SPERI?

Santina Gullotto


Se speri ritorni ad amare
e torni di nuovo a caantare;
intorno di nuovo ti guardi,
rivedi il sole che splende,
ascolti il vento che arriva a portarti
le note di una canzone che hai dentro
il sapore di un tempo.
E se speri senti meno il dolore,
di ogni giorno che passa
nell'indifferenza di chi non ti ascolta,
di chi non riesce a vedere,
mentre sfiorisci e soccombi,
nella triste realtà di ogni giorno
che finisce con invano sperare.....
E se speri? E poco meglio di non sperare.....
Varcherai quel deserto che hai intorno
per arrivare all'oasi dei tuoi sogni.....
E ritorni con la mente a quel tempo,
dove hai perduto il cuore e i sentimenti
quando tutto sapeva di vita normale,
rigogliosa di rispetto e calore,
ormai fuggiti da questo tempo,
che di sano niente più avrà.....


(a cura di Pino Prete)

martedì 3 novembre 2015

Amore senza peso - lettera semiseria di una moglie al marito

Dolce, dolcissimo amor mio.
Stella del mio cielo.
Perla del mio mare.
Tricheco del mio circolo polare artico.
Insomma tu, soave balenottero che ti areni ogni notte nel mio letto. Che mi svegli alle due perché “ti è venut' o languorin' e vo' la caponat comm te la fa mammà”. Che sbuffi come una locomotiva, dimenandoti sopra di me... non per darmi piacere, ma per lo sforzo di reggerti sui gomiti e non ridurmi a sottiletta.
Tu. Il mio maritino, la mia dolce metà.
Mamma diceva sempre che la via per il cuore di un uomo passa per il suo stomaco. Ma con te, amore mijo, nello stomaco c'è un vicolo cieco. O forse una rotonda, fai un po' tu. Un'enorme rotatoria in cui non si va da nessuna parte... e a ogni giro ti senti sempre 'cchiu fess.
Forse avrei dovuto capirlo prima. Prima che la tua linea diventasse curva, prima che la fantomatica tartaruga degenerasse in ippopotamo, prima che la misura 1.70 da altezza diventasse diametro.
Avrei dovuto capirlo quando la prima volta che facemmo l'amore, nel mio appartamento da studentessa, e giacevamo stanchi e felici nel letto, ti voltasti verso di me con gli occhi che ti brillavano, mi accarezzasti piano una guancia, scostandomi i capelli dalla fronte, e dolcemente sussurrasti... che tienn 'n frigorifero?
Oppure quando mi portasti in quel ristorantino delizioso, in riva al mare, con il violinista che suonava le nostre canzoni, lì dove il mare luccica... e poi fosti tanto preso dal dessert da dimenticarti l'anello che mi avevi messo nel secchiello dello champagne. E mentre io, sopraffatta dall'emozione, sussurravo commossa il mio “sì”, tu emergevi dalla montagna di profiterol alla crema, bofonchiando un “Prova sto dolce, ammo', è speciale!”.
Eppure non mi sono mai pentita di quel sì guarnito di panna e bignè: sarebbe stato il perfetto specchio della nostra vita, un idillio di pingue tenerezza, di calore e calorie. Taaaaante calorie... a partire dal viaggio di nozze lungo tutti i McDonald d'Italia, fino al primo anniversario, festeggiato alla sagra della cotica al lardo.
E anche se ho dovuto imparare il bricolage per sagomare le porte alla tua mole, anche se in salotto non abbiamo sedie ma solo panchine in pietra, e le tue t-shirt stese ad asciugare sembrano tendoni da circo, anche se per fare la spesa ho dovuto aprire una partita IVA e ho una sfilza di carrelli che neanche i vagoni della circumvesuviana, io ti amo.
Amo ogni tua singola molecola adiposa, ogni caloria che si stratifica sulla tua pancia, ogni crema, sugo, salsa e condimento con cui ti impiastri quotidianamente le maglietta.
Ti amo perché con mestolo e grembiule mi fai sentire 'na regina, perché accanto a te non devo preoccuparmi di bilance e cellulite, perché quando la sera mi spoglio per te, non importa che forma io abbia, negli occhi ti si accende un luccichio che neanche la caponat di mammà.
E allora, amore mijo, lasciamo che i fustacchioni palestrati restino nei loro solarium, le bambole platinate nelle loro biutifarm...tu prendimi la mano e abbracciami, fammi sentire che stretta a te neanche un missile mi potrebbe colpire, che sei la mia morbida barriera contro il mondo, il mio ammortizzatore contro le difficoltà della vita.
Fammi sentire che posso lanciarmi nel vuoto e tu non solo mi prenderai, ma accoglierai il mio atterraggio come il più confortevole dei cuscini.
Cammineremo nella vita come un uomo e una donna, due anime pure senza peso né forma di cui preoccuparsi, piene e felici in un mondo che ha fame di vita.
E la mia vita sei tu, che mi sazi ogni giorno.

Con amore infinito,
tua
Concetta


Ps: core mijo, non mi voler male, insieme a questa lettera troverai il piano alimentare previsto dal tuo nuovo dietologo, ho già riempito il frigo di frutta e verdurine. Ho pensato che così l'avresti presa meglio!





NB: originariamente pubblicato su www.meetale.com, visita la piattaforma!




lunedì 2 novembre 2015

[Letti per voi] - Karen caffé di Nicole Milton

Karen Caffé, di Nicole Milton

Titolo: “Karen Caffé” – Autore: Nicole Milton – Editore: Triskell edizioni – Anno: 2014 – pagine: 90 – formato: Kindle - acquistalo qui



Sinossi:
Grazie a un’eredità inattesa, la vita di Flora cambia: si trasferisce a Volterra, apre un caffè letterario, adotta un cagnolino, fa nuove amicizie e soprattutto vive una storia appassionata con il commissario Valle.
Sarà la scomparsa di una delle clienti del caffè letterario a determinare una svolta nella relazione fra i due e a chiarire alla dubbiosa Flora la natura dei sentimenti del fascinoso commissario nei suoi confronti.
Info sull’Autrice:
Nicole Milton è lo pseudonimo dell’autrice Laura Bassutti, ottima penna dalle sfumature noir e gialle, che questa volta si è tinta di rosa, per raccontare una storia delicata e intensa, quella del Karen Caffé e della nuova vita di Flora… 

La mia recensione

Karen Caffè ha la giusta alchimia per conquistare i lettori.
Ha l’energia del caffé (la forte personalità di Andrea, l’ispettore).
Ha la dolcezza di un muffin, dall’apparenza semplice ma dal cuore intenso di crema profumata (la personalità complessa di Flora).
Ha il profumo di primavera, portato dalle dolci colline toscane, una ventata che rinnova (proprio come viene rinnovata la vita di Flora dopo la lettura del testamento).
Ha l’esuberanza canina di una piccola amica pelosa, complice di innamoramenti improvvisi.
Ha l’aroma fruttato e profumato di un buon vino friulano, inebriante quanto basta, come una bella signora che improvvisamente scompare.
E poi c’è l’intensa passione di una storia d’amore appena nata ma che è già diventata importante…

Letto tutto d’un fiato perché…
…la storia di Flora fa sognare molti di noi
…le emozioni della protagonista sono le stesse in cui riconoscersi
…la prosa incalzante e rapida usata dall’autrice non consente interruzioni
…le mille domande sono le stesse che almeno una volta nella vita ci siamo posti tutti!
Nicole Milton ha uno stile raffinato e delicato, leggero e rapido, molto descrittivo ma anche conciso e asciutto, all’occorrenza. L’autrice dosa bene entrambi, per rallentare o accelerare il ritmo della narrazione, riuscendo così ad incollare il lettore alla storia e trascinarlo per le vie di Volterra, tra i pettegolezzi della vita di provincia e una storia appena nata che sembra diventare importante finché… finché le paure non sussurrano inquietudini di sconfitta e fino a quando la scomparsa di un’affascinante signora della Volterra bene non complicherà le cose!
Consigliatissimo: 5 stelle belle luminose per questa brava autrice, capace di far sognare ad occhi aperti, anzi, a e-reader acceso! ;-P

∼ Loriana ∼





[emozioni tra le pagine] - Twilight, Stephenie Meyer


[Letti per voi] - Lettera sulla felicità di Epicuro

libro2

Lettera sulla Felicità di Epicuro 


anno 2013 – Editore: Stampa Alternativa / Nuovi equilibri – visita il loro Sito –
prezzo: 1 euro – pagg. 29 – testo originale e traduzione a fronte




Dalla IV di copertina

Un pensiero per la vita, solo per la vita.

Un filosofo veramente amico che da ventitré secoli non cessa di dirci che non può esistere autentica felicità senza il piacere.

Un pensiero che, contrariamente a tanti altri, non ha mai fatto e non può fare male a nessuno, che invita ad amare se stessi e soprattutto a rispettarsi, azione primaria per non danneggiare i nostri simili.

Uno fra i pensatori più amati e odiati di tutti i tempi, senz’altro il più mistificato, equivocato, vilipeso, il cui pensiero è come un incubo nella storia del cristianesimo.



L’autore

Epicuro è un filosofo greco. Per un certo tempo divulgò la filosofia insieme ad altri maestri, poi iniziò a insegnare in modo autonomo, fondando una scuola che prese il suo nome.

Ebbe numerosi detrattori che ne infangarono il nome, forse perché incapaci di tollerare il rispetto e l’amore di cui era oggetto.

La sua scuola ebbe vasto numero di discepoli e durò nel tempo, a differenza di altre che si persero nella storia.

Epicuro scrisse moltissimo: circa trecento volumi in cui tutte le citazioni sono opera dell’autore.

Anche nei secoli successivi questo autore e filosofo fu oggetto di censura. La Lettera a Meneceo, questo è il titolo del testo originale da cui è tratto il libro “Lettera sulla felicità”, è uno dei rari scritti di Epicuro che non siano stati distrutti nel corso della storia dell’odio ideologico.


Citazioni

…è sciocco chi sostiene di aver paura della morte, non tanto perché il suo arrivo lo farà soffrire, ma in quanto l’affligge la sua continua attesa.

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Ciò che una volta presente non ci turba, stoltamente atteso ci fa impazzire.

♦♦♦♦♦♦♦♦♦

Il vero saggio, come non gli dispiace vivere, così non teme di non vivere più. La vita per lui non è un male, né è un male il non vivere. Ma come dei cibi sceglie i miglior, non la quantità, così non il tempo più lungo si gode, ma il più dolce.

♦♦♦♦♦♦♦♦♦

I mali se affliggono duramente affliggono per poco, altrimenti se lo fanno a lungo vuol dire che si possono sopportare?

♦♦♦♦♦♦♦♦♦

Le cose accadono o per necessità, o per arbitrio della fortuna, o per arbitrio nostro. La necessità è irresponsabile, la fortuna instabile, invece il nostro arbitrio è libero, per questo può meritarsi biasimo e lode.

La mia recensione


Ve lo consiglio perché…

In questo breve scritto si torna all’origine del tutto: il senso della vita è accogliere l’amore e il bello che è intorno a noi e a saper dare un senso più elevato ai momenti dell’esistenza, innalzandosi oltre le beghe quotidiane, gli affanni, le preoccupazioni. A differenza di quanto sostengono i suoi detrattori, Epicuro non spinge a una vita vuota basata esclusivamente sul piacere estremo, anzi, afferma proprio il contrario: non è la quantità delle cose accumulate che porta alla felicità ma è il saper essere appagati di quel che si ha, anche del poco. Un passaggio significativo, a tal proposito, è questo:

Saper vivere di poco non solo porta salute e ci fa privi d’apprensione verso i bisogni della vita ma anche, quando ad intervalli ci capita di menare un’esistenza ricca, ci fa apprezzare meglio questa condizione e indifferenti verso gli scherzi della sorte.

All’interno di queste poche pagine ci sono perle di saggezza che hanno illuminato il pensiero di generazioni di uomini e donne.

Perché non sono di per se stessi i banchetti, le feste, il godersi fanciulli e donne, i buoni pesci e tutto quanto può offrire una ricca tavola che fanno la dolcezza della vita felice, ma il lucido esame delle cause di ogni scelta o il rifiuto, al fine di respingere i falsi condizionamenti che sono per l’animo causa di immensa sofferenza.

…Non perdetevelo!


∼ Loriana ∼







[Magla's addicted] - Le 58 poesie d'amore di Guevara - poesia n. 4

Le 58 poesie d'amore di Guevara 4 poesia
..Ernesto "Che" Guevara

Autopsia di un amore
Autopsia di un amore Con rabbia urlai e contro gli astri imprecai, nel dolore profondo anche quel disumano Dio implorai. Aprii con forza il petto e nelle viscere le mani affondai, non una sola certezze ma solo false spiegazioni scovai. Lungo la strada di risalita, quella che riporta alla luce, incontrai una vecchietta che, asciugandomi una lacrima, mi sussurrò all'orecchio: Figlio mio è morto, accetta la sorte attraversa il dolore con ragione non cercare logoranti colpe, a volte il tutto non ha mai grandi spegazioni -l'amore è come l'uomo- nasce vive muore......

(a cura di Pino Prete)