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giovedì 30 luglio 2015
Libri per l'Estate: cocktail libridinosi sotto l'ombrellone. Le proposte di Magla
Estate: finalmente tempo per il relax e il divertimento e... sotto l'ombrellone non può mancare una buona lettura. Così noi di Magla ci siamo divertite ad abbinare alcuni libri a due cocktail da gustare in riva al mare: di giorno, mentre si prende la tintarella o ci si rilassa con il rumore del rifrangere delle onde; e di sera, sotto le luci e le ombre di una notte stellata... Curiosi? Leggete qui!
Una bella bevanda fresca e dissetante, con mille bollicine e profumi freschi e delicati... ecco cosa ci vuole in riva al mare durante una giornata passata sotto il sole!
Così ci siamo lasciate ispirare per suggerirvi alcune letture...
Così ci siamo lasciate ispirare per suggerirvi alcune letture...
Alessandra
"Favole colorate" di Imants Ziedonis: una raccolta di favole dedicate una ad un colore diverso, ambientate nelle città e nei boschi della Lettonia. Favole ideali per bambini che vogliono sognare e per adulti che vogliono tornare bambini! - acquistalo qui - Clementina
Visto che sono una lettrice fedele principalmente ai classici, ho deciso di segnalare i pochi romanzi 'moderni' degni d'attenzione: "Il cielo d'Inghilterra" di Loriana Lucciarini, un romanzo fresco e scintillante che ha la stessa leggerezza rigenerante dell'aria: perfetto per le ore in completa armonia. - acquistalo qui -
Loriana
"Viola, Vertigini e Vaniglia" di Monica Coppola: un mix frizzante tra humor e peripezie glam!
L'autrice, esordiente torinese per la BookSalad, ha presentato il suo romanzo al SalTo2015 ottenendo un ottimo riscontro di pubblico e critica.
Assolutamente da leggere sorseggiando del ghicciatissimo the alla violetta! - acquistalo qui -
Marta
Quando ancora il sole fa luccicare il mare e la spiaggia riflette I colori variopinti dei pareo, "Sai tenere un segreto" di Sophie Kinsella, regina indiscussa del Chick lit! Un libro-drink leggero, frizzante, alcolico al punto giusto e con qualche bollicina inaspettata che non fa mai male. Per tutti i palati. - acquistalo qui -
Le atmosfere by night estive sono passionali e avvolgenti, luci tremolanti e ombre accoglienti lasciano andare la passione e il divertimento.
Ecco i titoli che ci hanno ispirato di più, immaginando di sorseggiare il nostro hot cocktail sotto un cielo dipinto di stelle...
Alessandra
Cocktail serale "1934 di Moravia". Tetro come un quadro di Dürer, a tratti gioioso come l'estate italiana. Tormentoso come l'animo di Kleist ed Henrichetta, dei quali la disperata coprotagonista vorrebbe imitarne il doppio suicido, sullo sfondo dei pensieri di Lucio, protagonista senza speranza che crede nella vita, seppur disperata e senza via d'uscita. - acquistalo qui -
Clementina
"L'amuleto di giada" di Alessandra Nitti, uno specchio che riflette una Venezia dinamica, un tuffo nella storia capace di far trattenere il respiro. Un ottimo compagno di carta dedicato a chi, di notte, vuole viaggiare con la mente. - acquistalo qui -
Loriana
"L'uomo che sussurrava ai cavalli" di Nicolas Evans: un romanzo intenso di amore, emozioni e legami. Il finale è da lacrimoni, le scene appassionanti e struggenti e lo si può abbinare alla visione della pellicola cinematografica con Robert Redford, tratta dal libro. Un po' datato ma avvincente. - acquistalo qui -
Marta
È scesa la notte, il caldo si attenua sotto la cupa luce dei lampioni. È il momento di un drink duro, forte, secco e che colpisca dritto allo stomaco. "When Jay came to play" di Jay Baren saprà farvi girare la testa e rivoltare le budella come solo un autentico liquore sa fare. Attenzione: fortemente alcolico. Da scolarsi solo se siete in grado di reggerlo. - acquistalo qui -
martedì 7 luglio 2015
[Emozioni tra le pagine] - Viandante e Fittavola - tratto da "Ballate" di Johann Wolfgang Goethe
Lui
Puoi, bella fittavola senza l'uguale,
sotto questo grande tiglio ombroso,
dove io viandante trovo breve riposo,
dare ristoro alla mia sete, alla mia fame?
Lei
Se dopo lungo viaggiare qui vuoi ristorarti,
panna acida e pane e frutta matura,
cibi che ci vengono solo dalla natura,
puoi averli alla fonte, fino a saziarti.
Lui
Devo averti conosciuta nel passato,
gemma indimenticata di un tempo soave.
Spesso ho trovato delle somiglianze;
ma questo devo chiamarlo un miracolo.
Lei
Non è un miracolo: spesso nel viandante
è del tutto spiegabile la meraviglia.
Sì, la bionda spesso alla bruna assomiglia;
infatti, l'una seduce come le altre.
Lui
Non è certo la prima volta questa
di oggi, che mi conquista tale visione.
Tra tutti i soli c'era questo sole
allora, nella sala ornata a festa.
Lei
Possiamo, se la cosa ti reca gioia,
completare questo tuo scherzo di favola;
seta purpurea scendeva dalla sua anca
quando l'hai vista per la prima volta.
Lui
No, davvero, tu non hai inventato!
Dagli spiriti i fatti ti sono palesi;
tu hai saputo anche di gioielli
e di perle annullati dal suo sguardo.
Lei
Di una sola cosa io ero convinta:
che la bella, vergognosa di confessare,
nella speranza di poterti rivedere,
molti castelli in aria costruiva.
Lui
Tutti i venti mi hanno spinto per il mondo!
Ho cercato in ogni modo onore e guadagno!
Ma è una grazia, se alla fine del viaggio
io la nobile immagine ritrovo.
Lei
Non l'immagine, di persona vedi quella
figlia eletta di una stirpe scacciata;
fittavola di un podere abbandonato
con il fratello vive lieta Elena.
Lui
Ma li potrà mai abbandonare
chi li possiede, questi splendidi campi?
Poderi fertili, vasti prati e pascoli,
fonti perenni, mitezza di un cielo soave.
Lei
Ma lui per tutto il mondo se n'è andato!
Noi due fratelli abbiamo in serbo molto;
quando il buon'anima, come si dice, è morto,
siamo disposti ad acquistare il lascito.
Lui
È davvero in vendita, mia bella!
Dal padrone so quello che pretende;
ma il prezzo non è basso per niente,
la sua ultima parola è questa: Elena.
Lei
Fortuna e rango non ci potevano unire!
L'amore ha dunque preso questa via?
Ma ecco il bravo fratello che arriva;
quando saprà, che cosa potrà dire?
ringraziamo Pino Prete per la segnalazione di questo testo
Puoi, bella fittavola senza l'uguale,
sotto questo grande tiglio ombroso,
dove io viandante trovo breve riposo,
dare ristoro alla mia sete, alla mia fame?
Lei
Se dopo lungo viaggiare qui vuoi ristorarti,
panna acida e pane e frutta matura,
cibi che ci vengono solo dalla natura,
puoi averli alla fonte, fino a saziarti.
Lui
Devo averti conosciuta nel passato,
gemma indimenticata di un tempo soave.
Spesso ho trovato delle somiglianze;
ma questo devo chiamarlo un miracolo.
Lei
Non è un miracolo: spesso nel viandante
è del tutto spiegabile la meraviglia.
Sì, la bionda spesso alla bruna assomiglia;
infatti, l'una seduce come le altre.
Lui
Non è certo la prima volta questa
di oggi, che mi conquista tale visione.
Tra tutti i soli c'era questo sole
allora, nella sala ornata a festa.
Lei
Possiamo, se la cosa ti reca gioia,
completare questo tuo scherzo di favola;
seta purpurea scendeva dalla sua anca
quando l'hai vista per la prima volta.
Lui
No, davvero, tu non hai inventato!
Dagli spiriti i fatti ti sono palesi;
tu hai saputo anche di gioielli
e di perle annullati dal suo sguardo.
Lei
Di una sola cosa io ero convinta:
che la bella, vergognosa di confessare,
nella speranza di poterti rivedere,
molti castelli in aria costruiva.
Lui
Tutti i venti mi hanno spinto per il mondo!
Ho cercato in ogni modo onore e guadagno!
Ma è una grazia, se alla fine del viaggio
io la nobile immagine ritrovo.
Lei
Non l'immagine, di persona vedi quella
figlia eletta di una stirpe scacciata;
fittavola di un podere abbandonato
con il fratello vive lieta Elena.
Lui
Ma li potrà mai abbandonare
chi li possiede, questi splendidi campi?
Poderi fertili, vasti prati e pascoli,
fonti perenni, mitezza di un cielo soave.
Lei
Ma lui per tutto il mondo se n'è andato!
Noi due fratelli abbiamo in serbo molto;
quando il buon'anima, come si dice, è morto,
siamo disposti ad acquistare il lascito.
Lui
È davvero in vendita, mia bella!
Dal padrone so quello che pretende;
ma il prezzo non è basso per niente,
la sua ultima parola è questa: Elena.
Lei
Fortuna e rango non ci potevano unire!
L'amore ha dunque preso questa via?
Ma ecco il bravo fratello che arriva;
quando saprà, che cosa potrà dire?
ringraziamo Pino Prete per la segnalazione di questo testo
[Letti per voi] - Sono diventata invisibile, di Lucy Cavendish
Sono diventata invisibile, di Lucy Cavendish
Titolo: Sono diventata invisibile – Autore Lucy Cavendish –
Editore: Cairo editore – Anno: 2007 – pag.: 365 – prezzo: 17 euro Dalla IV di copertina:
Per prima cosa vorrei presentarvi la mia famiglia: ci siamo io, Samantha, mio marito John II e i nostri due bambini Bennie e Jamie. E poi il mio figlio maggiore Edward, nato dal matrimonio con un altro John. Adoro tutti quanti, sono la mia vita, ma devo dire che rischio sempre un malore quando vedo la baraonda che fanno. Bennie, due anni, non sembra per niente attratto dall’idea di imparare a usare il vasino. Jamie, di soli otto mesi, mangia unicamente pappa di zucca, e quando dico unicamente lo intendo in senso letterale. Edward invece passa il tempo guardando Scooby-Doo. Di tanto in tanto perdo le staffe e mi metto a urlare come una pazza. John allora mi prende e mi porta di sopra, perché lo spettacolo non sia troppo penoso per le nostre creature. Comunque, a parte qualche paranoia sulla famiglia allargata che non potrà mai essere una “vera famiglia”, tutto è sempre filato liscio fino all’estate scorsa. È stato in quel momento che la faccenda si è complicata parecchio. Il mio ex marito, John I, è rientrato nella nostra vita dopo esserne stato fuori per anni; il matrimonio di mia sorella si è disintegrato e il mio migliore amico Dougie si è dato all’alcol e alla lamentela esistenziale molesta. Edward, naturalmente, era entusiasta all’idea di avere due papà a portata di mano. Mentre io ho cominciato ad avere una sensazione spiacevole. Era come se a un tratto fossi diventata invisibile…
Info sull’Autrice:
Lucy Cavendish è giornalista e vive nell’Oxfordshire con il marito e tre figli. Questo è il suo primo romanzo.
La mia recensione
I chick-lit sono molto amati dal pubblico femminile, ma in questo romanzo proprio non ho trovato alcun elemento positivo da poterlo consigliare.
Vuole essere divertetente e la descrizione in quarta di copertina ci prova, facendo intendere al potenziale lettore le avventure della protagonista diventata invisibile ai più, quasi trasparente, perché risucchiata dal vortice delle sue disavventure… Eppure Samantha, può essere tante cose tranne che trasparente: tutto ruota attorno a lei e alle sue intenzioni e desideri!
E la lettura inizia male se come lettrice mi sono trovata di fronte a una promessa non mantenuta. Perché la protagonista, Samantha, è sempre al centro dell’attenzione, contesa dai due John (il primo e il secondo marito), con un figlioletto piccolo che riesce a trovare addirittura spazio tra le pagine con la traduzione letteraria dei suoi gorgoglii da neonato (ep brrrr blaaa) più e più volte (tanto da diventare addirittura irritante) e che ne combina di ogni dove (che neanche nella realtà ci si imbatte in un terremoto del genere, a meno che non gli si lasci fare praticamente di tutto, che è poi quello che a protagonista fa, lamentandosi però subito dopo dei guai che il piccolo esploratore combina).
Ma l’autrice, dopo aver inserito ulteriori personaggi al limite dell’irrealtà (altri due figli, l’ex marito John, il nuovo marito che – addirittura! – si chiama anche lui John e che è il marito perfetto, comprensivo quasi al limite del ridicolo e sempre presente, pur quando si trova dentro casa l’ex di lei..) fa addirittura di più: infila altri coprotagonisti quali l’amico David e la sorella di lei, donna da incubo!
Risultato: un polpettone scritto in modo fin troppo leggero (quasi superficiale) su un mondo irreale, con un polpettone di personaggi strambi e troppo spesso irritanti e su situazioni assolutamente prive di attinenza al reale.
Qualche episodio divertente ma per il resto la lettura prosegue con grossa fatica, soprattutto perché è arduo frenare l’overdose del Troppo, il festival dell’Esagerato.
Mi aspettavo un chick-lit frizzante e divertente e ho trovato un romanzo forzato e banale, che esaspera situazioni per risultare divertente, dal risultato finale artefatto e innaturale, per questo ne sconsiglio la lettura.
∼ Loriana ∼
lunedì 6 luglio 2015
Il Bello della scienza - perché anche la matematica è sexy!
Ammettiamolo, tutti noi pensando a uno scienziato (più che mai un matematico) immaginiamo il classico nerd sfigato alla Big Bang Theory: maglioncino di lana della nonna, capelli in via di estinzione, occhialino potteriano e fisico da 85enne reumatico. Ebbene, per gli studenti (ma soprattutto le studentesse) del University College of London c'è stata una bella sorpresa: a salire in cattedra, invece di un vetusto insegnante paralitico, è stato nientepopodimeno che Pietro Boselli, dottorando in Ingegneria Meccanica ma soprattutto sexissimo modello tutto made in Italy. Viso angelico e un fisico talmente scolpito da non poter passare inosservato neanche nella tenuta da lavoro (più sobria di quella in foto, ma abbiamo scelto questa a beneficio di tutte le lettrici).
La scoperta spetta a una sua giovane studentessa, colpita (e non ce ne stupiamo) dalle notevoli fattezze del nuovo lettore: un clic, la foto sui suoi social e il commento "Quel momento in cui ti rendi conto che il tuo insegnante di matematica è un modello". Da lì alla fama virale sul web, è stato un attimo: la foto di Pietro, prima in cattedra e poi a torso nudo per una posa fotografica, ha fatto il giro del mondo finendo persino su quotidiani nazionali come il Times, People e Il Messaggero.Che altro dire? Sul proseguimento di Boselli come insegnante non si hanno notizie (probabilmente i suoi corsi saranno stati presi d'assalto per finalità non proprio didattiche), la sua carriera da modello tuttavia prosegue inalterata (per nostra fortuna!) per l'agenzia inglese Model1.
∼ Marta∼
giovedì 25 giugno 2015
Internet oggi: oltre alle ruspe c'è di più [social&società]
C’era
un tempo dove per poter parlare a distanza bisognava per forza di cose spedire
missive. Si stava chini su di un foglio bianco, la piuma stretta in mano, a
vergare parole con l’inchiostro nero. Affidare quelle stesse parole a un
pennuto essere chiamato piccione e pregare che tale pennuto non finisse preda
di qualche freccia o di animali più grandi e feroci. Oggi è molto più semplice.
Ci si siede comodi in poltrona, il nuovo modello di portatile in precario
equilibrio tra il ventre prominente e le ginocchia ossute e si avvia il
browser. In pochi secondi si viene catapultati in un universo alieno composto
di dati e numeri, codici su codici che ci permettono di navigare in acque che
spesso risultano affascinanti e torbide. Navigando, navigando e navigando sentendosi
come i più grandi navigatori della storia, pionieri 2.0 che non sono mai sazi e
navigano e navigano e navigano in cerca di novità. Ma qui si stava parlando di
comunicazione, di messaggi, di piccioni che tra una cagata e l’altra portano
lettere dal punto A al punto B. E quindi torniamo a parlare di questo, della
comunicazione tra gli individui e dei nuovi modelli di piccioni: i social
network.
La
Juventus
che perde la finale? No.
Al
giorno d’oggi chiunque ha un account su un qualsiasi social network. I più ce
l’hanno su quello creato dall’aragosta antropomorfa che risponde al nome di
John Zoidberg. No, aspetta. Quell’altro aveva un nome simile, ma… Ok, non
importa. Tornando a noi. Sicuramente state leggendo i miei pensieri (lungi da
me chiamarlo articolo) perché ve li siete trovati nella home del vostro social
preferito. È anche questa comunicazione. Una comunicazione che spesso viene
sottovalutata, derisa ma che molto spesso ha il potere di scuotere le masse, di
avere grande risonanza, di coinvolgere milioni di persone.
Ed
è questo che sta accadendo in queste settimana. Vediamo… Qual è l’argomento
bollente, hot, caldo di queste settimane?
Chi
ha vinto amici? Ma per favore.
Gasparri
che, preso dalla sua lotta contro il gemello malvagio (?) e inconsapevole che
tablet e smartphone hanno la possibilità di fare uno screenshot della
schermata, si fotografa la pancia pelosa? Maybe yes, maybe not.
L’immigrazione?
Cento punti a Serpeverde! (fanculo Grifondoro)
E
quanti di voi hanno scritto, commentato, condiviso, piacciato su
quest’argomento? Su Orso Matteo e le sue ruspe, sulla Giorgia che urla
rimandiamoli a casa, su altri individui che gridano che dobbiamo accoglierli e
coccolarli. Ne sono state dette tante. Si è parlato di invasione e di guerra.
Si son visti video dove l’acciaio incontra la carne che nemmeno in Game of
Thrones. Post di ragazze che scrivono post contro gli immigrati e posti di
ragazze che vanno contro l’altro post dell’altra ragazza. Guerre di like, di
condivisioni. Commenti lasciati da account con l’immagine di Cristopher Lee
(R.I.P. Saruman… Again) in attesa della prossima celebrità che salperà per un
posto migliore e diventerà la nuova stella preferita, quella di cui abbiamo
visto tutti i film o ascoltato tutti i cd.
E
poi di nuovo Salvini con la
Ruspa.
E
la Selvaggia
che dice alla Samantha che è stata lì a non fare un cazzo.
E
poi ridatece i marò.
E
poi ancora i selfie del premier o le partite a PES (meglio FIFA).
E
poi di nuovo Salvini con la
Ruspa e via così.
Ma
ci sono anche le cose belle eh! Per esempio:
La
pagina di Gianni Morandi.
I
concorsi letterari.
Gruppi
di cultura.
Gruppi
dove si dibatte pacificamente e piacevolmente.
La
pagina di Gianni Morandi.
E
i motori di ricerca! Si, quelle cose dove scrivi Salvini e oltre a “RUSPAAAA”
esce anche di quando firmò il trattato (si, quel trattato).
Se
non si sta attenti si finisce in un tornado di frasi, fatti, immagini, video,
luoghi e odio e rancore e… Quanto son belli i social network.
Siamo
arrivati alla fine di queste parole. Magari pensavate che volevo dire la mia
sul fenomeno immigrazione o su quello che penso dell’internet (dio se amo i
meme) o ancora un mio parere personale. No. Mi dispiace avervi delusi ma
tant’è. Il mio era solo uno sfogo. Un togliere dalla mente alcune cose e
riversarle in una pagina web. E poi magari l’ho dato il mio parere, nascosto
tra le righe.
Detto
ciò vi ringrazio per essere arrivati fin qui e mi auguro che non finiate
coinvolti in qualche guerra per i like o indottrinati dai tweet del buon
Gasparri (e perché no, anche dei due Mattei).
Che
poi suvvia, tra una cagata e l’altra (proprio come i bei vecchi piccioni) i
social network sono un bel posto. Ora vi saluto. Vado a scrivere RUSPA sul
motore di ricerca. Non sia mai trovo un’offerta su qualche toys store e faccio
felice mio nipote.
Internet oggi: oltre alle ruspe c'è di più [social&società]
Al
giorno d’oggi chiunque ha un account su un qualsiasi social network. I più ce
l’hanno su quello creato dall’aragosta antropomorfa che risponde al nome di
John Zoidberg. No, aspetta. Quell’altro aveva un nome simile, ma… Ok, non
importa. Tornando a noi. Sicuramente state leggendo i miei pensieri (lungi da
me chiamarlo articolo) perché ve li siete trovati nella home del vostro social
preferito. È anche questa comunicazione. Una comunicazione che spesso viene
sottovalutata, derisa ma che molto spesso ha il potere di scuotere le masse, di
avere grande risonanza, di coinvolgere milioni di persone.
Ed
è questo che sta accadendo in queste settimana. Vediamo… Qual è l’argomento
bollente, hot, caldo di queste settimane?
La
Juventus
che perde la finale? No.
Chi
ha vinto amici? Ma per favore.
Gasparri
che, preso dalla sua lotta contro il gemello malvagio (?) e inconsapevole che
tablet e smartphone hanno la possibilità di fare uno screenshot della
schermata, si fotografa la pancia pelosa? Maybe yes, maybe not.
L’immigrazione?
Cento punti a Serpeverde! (fanculo Grifondoro)
E
poi di nuovo Salvini con la
Ruspa.
E
la Selvaggia
che dice alla Samantha che è stata lì a non fare un cazzo.
E
poi ridatece i marò.
E
poi ancora i selfie del premier o le partite a PES (meglio FIFA).
E
poi di nuovo Salvini con la
Ruspa e via così.
Ma
ci sono anche le cose belle eh! Per esempio:
La
pagina di Gianni Morandi.
I
concorsi letterari.
Gruppi
di cultura.
Gruppi
dove si dibatte pacificamente e piacevolmente.
La
pagina di Gianni Morandi.
E
i motori di ricerca! Si, quelle cose dove scrivi Salvini e oltre a “RUSPAAAA”
esce anche di quando firmò il trattato (si, quel trattato).
Se
non si sta attenti si finisce in un tornado di frasi, fatti, immagini, video,
luoghi e odio e rancore e… Quanto son belli i social network.
Siamo
arrivati alla fine di queste parole. Magari pensavate che volevo dire la mia
sul fenomeno immigrazione o su quello che penso dell’internet (dio se amo i
meme) o ancora un mio parere personale. No. Mi dispiace avervi delusi ma
tant’è. Il mio era solo uno sfogo. Un togliere dalla mente alcune cose e
riversarle in una pagina web. E poi magari l’ho dato il mio parere, nascosto
tra le righe.
Detto
ciò vi ringrazio per essere arrivati fin qui e mi auguro che non finiate
coinvolti in qualche guerra per i like o indottrinati dai tweet del buon
Gasparri (e perché no, anche dei due Mattei).
Che
poi suvvia, tra una cagata e l’altra (proprio come i bei vecchi piccioni) i
social network sono un bel posto. Ora vi saluto. Vado a scrivere RUSPA sul
motore di ricerca. Non sia mai trovo un’offerta su qualche toys store e faccio
felice mio nipote.
- di Valerio Zavaglia
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