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martedì 14 giugno 2016

[Novità editoriali] - Nuovo volume della collana "Di favole e di gioia", le fiabe di Arpeggio Libero per Emergency

Disponibile per l'acquisto il volume n. 3 della collana "Di favole e di gioia" con le fiabe di Stefania Farinella "Flora e l'allergia ai fiori" e quella di Maria Debora Zucca "La zanzara e la pungiglionite", favole illustrate da Beatrice Botto.

Il volume, che anche Magla ha contribuito a realizzare grazie al concorso omonimo, che ha selezionato autori e illustratori per la collana e di cui la nostra maglozza Loriana Lucciarini è stata ideatrice e curatrice, sostiene Emergency nei suoi progetti destinati ai bimbi meno fortunati nei territori di guerra.

Nell’alveare fior di miele vive un’ape davvero speciale, Flora, figlia dell’ape regina, unica erede della stirpe reale.
La piccola ha però un grande e fastidioso problema: è allergica ai fiori…


C’era una volta una piccola zanzara che si chiamava Cecilia. Viveva con la sua mamma e il suo papà, in una magnifica villetta, abitata da una famiglia molto numerosa, dove quindi c’erano molte risorse alimentari!
Essendo ancora piccola, andava a scuola per imparare ad usare il suo pungiglione, che ancora era piccolo e delicato (…) non vedeva l’ora di essere indipendente per poter pungere qualcuno; i suoi genitori con molta fatica la tenevano a freno…



******


Le altre favole della stessa collana sono:

volume I
"Il mare di nebbia" di Marta Tempra  
"Si può volare senza ali" di Loriana Lucciarini  
 illustrazioni Emanuele Oliveri Olives

 
volume II
"La magia di Wit" di Arianna Berna
 "L'aeroplano di carta" di Chiara Savarese
 illustrazioni Chiara Savarese 

giovedì 24 marzo 2016

Novità uscite Arpeggio Libero

Libri libri libri... Letture letture letture! 


Buongiorno care e cari lettori! :-D

Vi segnaliamo due nuove uscite dal catalogo Arpeggio Libero: due letture diverse per incontrare tutti gusti!

Partiamo con il primo...


Il trolley rosa

Paola Brighenti

"Il trolley rosa" narra di Alias, un barbone che non abbandona mai il suo trolley rosa. Perché...
Vive ai margini della società, ossessionato dalla scomoda presenza di uno sconosciuto che cerca di sequestrarlo.
É la storia di un uomo senza memoria in un libro ricco invece di "memoria", dove passato, presente e futuro si intrecciano in una trama avvincente.
É un romanzo che parla di annullamento di sè e di rinascita, di dolore e di tenerezza, di solitudine e di affetti, di sconfitta e di speranza.

 
Il secondo titolo è della nostra maglozza, Alessandra!
Noi della redazione di Magla siamo orgogliose di lei, un romanzo unico nel suo genere, assolutamente da leggere...

Faust - Cenere alla cenere

Alessandra Nitti

Uno straordinario viaggio nell'animo umano, onirico e sconvolgente. 
Un prodotto editoriale di livello elevato, scaturito dalla penna unica di Alessandra Nitti.
Link per acquisto




Inoltre, segnaliamo che il volume dell'altra maglozza Loriana si attesta quale titolo più venduto della settimana in casa Arpeggio Libero, posizione immutata dalla sua pubblicazione! Un bel risultato di cui vogliamo rendervi informati...


4 Petali rossi - Frammenti di storie spezzate

Arianna Berna, Monica Coppola, Loriana Lucciarini e Silvia Devitofrancesco

L'antologia solidale di Arpeggio Libero a sostegno della lotta contro la violenza sulle donne. Le vendite contribuiranno alla realizzazione della Casa delle Donne nella Marsica del centro antiviolenza BeFree. All'interno del volume quattro racconti su varie tipologie di violenza (utilizzo del corpo femminile, stupro etnico, femminicidio, stalking e violenza psicologica) e un pratico manuale SOS antiviolenza, scritto da BeFree. Un progetto editoriale unico, che tende a sensibilizzare sul tema grazie ai racconti e realizza concretamente un'opera importante, quale la casa rifugio in Abruzzo.

venerdì 15 gennaio 2016

Ecco a voi... le MAGLOZZE!







Nell'illustrazione creata da Clementina Boccellino, sapete riconoscere le autrici che hanno dato vita al mondo di Magla?

Alessandra Nitti è l'intraprendente moretta alla sinistra. Accanto a lei  trovate la riflessiva Clementina Boccellino.
 Loriana Lucciarini è la bruna iperattiva a destra e Marta Tempra le è al fianco sorridente...
 
Volete scoprire di più su di loro? Facile! C'è un blog tutto per le Maglozze dove troverete informazioni, racconti e i loro scritti messi online per voi! :-D

Read it now... you are welcome!

mercoledì 18 novembre 2015

[Letti per voi] - Coriandoli di Martina Semilia

coriandoli

Titolo: Coriandoli – Autore: Martina Semilia – Editore: Arpeggio Libero

genere: racconti brevi – anno: 2015 – pagine: 80 – prezzo: 8 euro – acquistalo qui



Dalla IV di copertina

E in fondo cosa siamo noi se non piccoli coriandoli. Ognuno ha il suo colore, la sua forma, ognuno è diverso dall’altro, e tutti proveniamo dallo stesso ammasso di cellulosa.
Eppure, in ognuna di quelle confezioni di “allegria in busta” vi sono coppie di coriandoli che la lama non ha diviso, e sono rimasti insieme, uniti da quella fibra più spessa, ma così fragile.
Sapevo che quella ero si io, ma quello non era mio marito, era Enzo.
Fortunatamente però quella mattina la lama aveva diviso anche noi, coriandoli erroneamente uniti, lasciandoci librare nell’aria, sfiorandoci ancora un’ultima volta per poi posarci al suolo definitivamente.”

L’Autrice

semiliaMartina Semilia

Classe ’91. Mamma a tempo pieno, studentessa in Scienze dalla Comunicazione all’Università di Verona, apprendista graphic designer. Ha sempre mille progetti per la testa che spaziano dal cinema all’imprenditoria; la scrittura è uno di questi che pratica con passione fin dalle scuole medie.
Scrivere per lei è un bisogno fisiologico, un prurito alle mani, uno sfogo per una mente fin troppo sognatrice.


La mia recensione


Coriandoli è la prima prova d’autrice di Martina Semilia, giovane scrittrice viterbese. Una raccolta di racconti brevi, edita dalla casa editrice Arpeggio Libero di Lodi.
Racconti che sono coriandoli d’esistenza. Anima, vite, uomini, donne, paure, pensieri, scelte, ecco cosa troviamo in questa breve antologia: coriandoli sparsi di vita, pensieri, attimi cristallizzati di varia umanità.
Per la maggior parte di queste storie il lettore s’introduce in un viaggio breve, un’immersione in flash di vita a volte così rapidi che si consumano nel tempo di un pensiero. Invece, per il racconto che dà il titolo all’intera raccolta, Coriandoli, possiamo fare assieme ai personaggi un percorso più lungo e lento; scoprire un tratto d’esistenza più ampio e articolato e una storia complessa, piena di sfaccettature.
I temi affrontati sono quelli esistenziali: la necessità di una scelta, l’agire impulsivo che provoca poi rimpianti, le paure, la scoperta dell’amore, la prevaricazione violenta che sfocia in uno stupro di gruppo, la difficoltà nel vivere che subisce scelte convenzionali, l’adolescenza con i suoi tumulti interiori, la vita adulta con i suoi compromessi graffiati e subiti, l’emarginazione del diverso.
L’autrice riesce a rendere vivide immagini di esistenze scomposte e variegate, dando a tutti i personaggi una tridimensionalità psicologica forte ed efficace, dove i lettori possono identificarsi.
I raccolti inseriti nel volume sono i seguenti: “Addii”, “Coriandoli”, “Improvvisazione”, “Friends?”, “Nel nostro giardino ti incontrai”, “Cronaca privilegiata”, “Profumo”, “Violenza”, “Non cercarmi”, “Perdonami”, “Ricordi”, “Una notte di pazzia”.
Fra tutti quelli che ho apprezzato maggiormente e che voglio segnalarvi sono:

CORIANDOLI, per la profonda caratterizzazione dei personaggi;
NEL NOSTRO GIARDINO TI INCONTRAI, per la delicatezza quasi commovente con cui l’Autrice affronta un tema così importante;
VIOLENZA, per la crudezza con la quale coinvolge il lettore nei panni della vittima impotente di uno stupro;
IMPROVVISAZIONE, per amaro fotogramma di una realtà che troppo spesso brucia i sogni;
RICORDI, per la dolorosa drammaticità della storia.

Infine, ecco a voi due brevi stralci, per comprendere lo stile di questa brava autrice…
Lei è entrata bruscamente nella mia vita e con pochi e semplici gesti si è è accaparrata tutta la mia riconoscenza e tutta la mia ammirazione, è diventata la mia maestra di vita e sì, in un certo senso una sorella maggiore; mi ha insegnato a guardare oltre di come le cose ci appaiono, mi ha aiutato a trovare un ideale e mi ha insegnato a combattere per esso…. [Friends?]
****
I ricordi si fanno spazio davanti ai miei occhi oscurando la visione del mare, si impongono, vogliono farmi soffrire e gioire un’ultima volta, e allora chiudo gli occhi e mi lascio in loro balia…
Un sorriso…
Un flebile sorriso mi appare,
So già a chi appartiene e anche sul mio volto le labbra si increspano debolmente.
La visione si allarga. I suoi occhi.
Sento come una mano stringermi il cuore e un’altra la gola con tutta la loro forza, il mio corpo tremare.
Mi hanno sempre scosso quegli occhi.
Io riapro i miei incapace di resistere. [Ricordi]
Un libro adatto a tutti per i temi trattati. Un libro perfetto per chi ama le antologie di racconti brevi. Un libro che consiglio!

∼ Loriana ∼





mercoledì 27 maggio 2015

[letti per voi] - La lunga notte del dottor Galvan, di Daniel Pennac

Si può svenire per il dolore, e dal dolore essere risvegliati. Mentre correvo, mi sono venuti in mente i partigiani durante la Resistenza. Su questo si sono sbagliati in tanti. I più valorosi pensavano di poter sfuggire alla tortura svenendo... Errore, finché non sei morto il dolore ti acciuffa ovunque.
copertina

Titolo: "La lunga notte del dottor Galvan" - Autore: Daniel Pennac - Editore: Superbur Feltrinelli - Anno: 2006 - pp. 78 - prezzo 6,50 euro - acquistalo qui


Da leggere perché...

Questo breve racconto di Pennac è esilarante, frizzante, incalzante e leggero. Si legge tutto d'un fiato tra risate e ironia, in un gioco sapiente di situazioni comiche e elucubrazioni mentali sagaci, come solo la penna di questo scrittore riesce a narrare.
Da leggere!
Mi avvolgeva in uno sguardo che ero ben lungi dal riempire.

La Storia

Gerard Galvan è un giovane medico del pronto soccorso animato da spirito assistenziale e tormentato dal decidere che tipo di biglietto da visita realizzare per sé stesso, per annunciare la propria specializzazione medica. Proprio dal suo racconto torniamo indietro di molti anni, in una folle notte dove, fra crisi di asma e ricoveri urgenti per trauma stradale, un paziente diverso dagli altri attira la sua attenzione. L'uomo se ne sta seduto su una sedia e continua a ripetere: "Non mi sento tanto bene" senza riuscire, però, a spiegare altro. Al precipitare della sua situazione medica il giovane dottore, con il malato al seguito, consulta tutti gli specialisti dei vari reparti, per arrivare a diagnosi sempre sconfessate dall'evoluzione della salute dell'uomo. Esilaranti le scene d'emergenza, così come le valutazioni dei dottori che riescono a passare dall'occlusione intestinale all'esplosione della vescica, all'attacco epilettico.
Il dottor Galvan assiste il malato per tutta la notte, sperando che la medicina possa curare tutti i suoi mali ma alla fine, sopraffatto dalla stanchezza, si addormenta. Al suo risveglio il letto di fronte a lui è vuoto e il malato non c'è più. È morto? Lo hanno spostato di reparto? E se sì, dove è stato portato? Galvan non ne conosce neanche il nome e le ricerche che fa tra i vari reparti danno esito negativo: il paziente è sparito!
Durante il consulto fissato per quella mattina con tutti i luminari dell'ospedale, dopo scene esilaranti in cui nessuno sa spiegare la sparizione del malato, questi – tra lo sbigottimento generale – riappare in ottima forma e la reazione del dottor Galvan cambierà tutti i suoi progetti in campo medico...

L'Autore

pennacDaniel Pennac, romanziere francese e professore di lettere in un liceo parigino. Il suo scopo è quello di restituire agli adulti il piacere di leggere; a questo tema ha dedicato un saggio dal titolo Come un romanzo. Ha scritto romanzi per ragazzi: Abbaiare stanca, L’occhio del lupo, Kamo. L’agenzia Babele, Kamo. L’idea del secolo. Il successo arriva, però, con la saga incentrata sulla figura di Benjamin Malaussène (di professione "capro espiatorio"); è lui il personaggio più famoso nato dalla fantasia di Pennac: Il paradiso degli orchi, La fata carabina, La Prosivendola, Signor Malaussène, La passione secondo Thérèse, Ultime notizie dalla famiglia raccontano le vicende di Malaussène e della sua originale famiglia. Il successo di questi romanzi è da ricercare nel mix tra romanzo poliziesco e humor dirompente, nello stile brioso, nel ritmo incalzante e nelle situazioni paradossali e bizzarre. Tanti altri lavori di questo autore sono da citare, tra i principali:  Ecco la storia, Grazie, Diario di scuola.


∼ Loriana ∼







mercoledì 1 aprile 2015

[Letti per voi] - Orgoglio e Pregiudizio, di Jane Austen

Orgoglio e Pregiudizio, Jane Austen

libro

Titolo: "Orgoglio e pregiudizio" - Autore: Jane Austen -

Edizioni: Fabbri editori - anno: 1991 - pagine: 144


Difficile presentare questo libro, per due motivi: è tra i miei preferiti ed è uno tra i più letti a livello mondiale. 

L'autrice è tra le più amate di tutti i tempi. Le hanno dedicato club e altre pubblicazioni, sulla sua vita e sui suoi romanzi hanno scritto tesi di laurea e trattati socio-filosofici. In Inghilterra usciranno presto banconote con la sua immagine e milioni di lettrici e lettori si perdono tra le pagine dei suoi volumi. 

Jane Austen, pur se dalla vita breve e un po' ai margini della società dell'epoca, riesce a tratteggiare i suoi personaggi in modo magistrale. I suoi scritti hanno più livelli di interpretazione e un lettore attento e scrupoloso può trovare un'ironica critica delle convenzioni sociali e d'etichetta di quel particolare momento storico. 

I vari temi affrontati nel romanzo sono quelli tipici della società dell'epoca: il matrimonio, il ruolo della donna, le etichette, le usanze sociali e i rapporti tra i sessi. In questo contesto Jane Austen ha precorso i tempi, narrando di eroine fiere e indipendenti, capaci di tener testa a uomini più altolocati di loro, al contempo ha spietatamente irriso le dame imbellettate e i dandy affettati di cui quella società era fin troppo satura. La protagonista non si sottomette alle regole sociali, che vedono le unioni matrimoniali dettate dalla convenienza e dall'opportunità di un avanzamento sociale. In questo una critica feroce è data da personaggi come l'amica Charlotte, che si incastra in un matrimonio senza amore ma nel quale cerca di vivere bene perché consapevole di non avere altro futuro, diverso da questo, e dagli stessi coniugi Bennet, genitori di Elizabeth.
frase
Ma oltre tutto questo c'è la storia: romantica e appassionata, piena di colpi di scena. Perché "Orgoglio e Pregiudizio", lo annuncia anche il titolo, è la narrazione di impressioni sbagliate, di deduzioni errate, di prese di posizione e di orgoglio riluttante. Tutto questo porterà la protagonista principale (Elizabeth Bennet), e con lei gli altri personaggi della vicenda, a dare fiducia a personaggi che non lo meritano e, al contempo, a disprezzare coloro i quali avrebbero avuto bisogno di rispetto e ammirazione. La trama è avvincente e si arriva forse troppo velocemente alla fine, dove l'amore romantico e vero ha la sua degna conclusione.
Tutto ruota attorno all'incontro inaspettato e fonte di irritazione, tra Elizabeth e Darcy. Lei, captando una conversazione tra Darcy e un suo amico, si sente apostrofare dal lord inglese come "appena passabile" e da quel momento in poi i sentimenti della ragazza sono di disprezzo nei confronti di quell'uomo altezzoso e orgoglioso, che sembra trovarsi a frequentare il suo mondo e la sua famiglia con estremo imbarazzo, perché di ceto inferiore. Questa situazione ha dato modo all'autrice di scrivere dialoghi meravigliosi e unici, con una pungente Elizabeth che non si lascia intimidire dall'alterigia dell'uomo e che, anzi, mette spesso Darcy con le spalle al muro rispetto ai propri pregiudizi e comportamenti.

fotoMa non ci sono solo Elizabeth e Darcy, in questo romanzo tante altre figure, descritte magistralmente dalla Austen, lo rendono un romanzo corale. Personaggi secondari da amare o da odiare, da supportare o da criticare. Non si può far meno di partecipare con empatia alle loro vicende e di sperare per alcuni di loro un futuro migliore.

Rileggo questo romanzo ogni anno con lo stessa curiosità e stupore, con la stesso amore e passione con cui l'ho letto la prima volta. Ma per convincere voi, care lettrici e lettori, non serve un mio articolo, basta sfogliarne le pagine... quindi, buona lettura! :-D


jane austenL'Autrice: Jane Austen

Scrittrice, figura di spicco della narrativa preromantica inglese nasce a Steventon nel 1775. I suoi romanzi sono "Orgoglio e Pregiudizio (Pride and Prejudice)" da cui sono stati tratte molte trasposizioni cinematografiche, la più recente con Keira Knightley. "Ragione e sentimento", "Mansfield Park", "Emma",  "L'abbazia di Northanger" e "Persuasione". "Sanditon" è l'ultimo suo lavoro, pubblicato postumo e incompleto a causa della sua prematura morte. La salute della scrittrice, infatti, sofferente del morbo di Addison, nel 1817 si aggrava, viene così trasferita a Winchester per sottoporsi a cure mediche. La malattia però è incurabile e la Austen muore a soli 41 anni, lasciando incompiuto quest'ultimo romanzo. Ultimamente è stato pubblicato un volume di racconti giovanili, scritti quando l'autrice aveva dai dodici ai diciotto anni: "Quattro coppie". La sua salma riposa nella cattedrale di Winchester.

∼ Loriana ∼




mercoledì 30 luglio 2014

Danilo Scastiglia e “Mosaico”

Buongiorno a tutti oggi vi presento l’autore DANILO SCASTIGLIA, che ci parlerà della sua produzione letteraria… dal predominante colore rosso, rosso come la passione e l’eros!



Titolo: Mosaico – Autore: Danilo Scastiglia – Editore: Giovane Holden, 2012 – Collana: Battitore libero – Pagine: 248 – Prezzo: 13 euro – Isbn: 978-88-6396-255-0 – Acquistalo qui

DALLA QUARTA DI COPERTINA – “Da sempre la parola è lo strumento privilegiato per analizzare la realtà, ma la complessità dell’essere umano e delle sue vicissitudini comporta ogni volta un qualcosa di ineffabile, di non descrivibile. Danilo Scastiglia affronta il problema di petto e il risultato non può che essere un mosaico, un puzzle di minuti e scintillanti tasselli, uno diverso dall’altro ma incredibilmente compatibili e uniti, a formare un disegno sensato, dai contorni che sfumano all’infinito. […]”

LA TRAMA – Racconti sparsi di variegata umanità: un giovane pendolare, una comitiva di ragazzini terribili, membri di una crew. Poi ancora, il giornalista che scrive di tatuaggi e che s’incontra con una famosa modella amante del pericolo e delle novità. Una ragazza che scopre la sconvolgente verità sul suo padre biologico. Si chiama Martina, e possiamo scoprire qualcosa di lei da questo breve estratto dal racconto Emancipazione:

 “Mi presento. Mi chiamo Martina, ho tredici anni, ma ne dimostro molti di più come tante mie coetanee. Ma voglio descrivermi e farvi capire bene. Sono una ragazza, anche se i miei continuano ancora a chiamarmi bambina. Sono cresciuta ormai, volgo ormai ai quattordici anni, sono carina, ho ereditato il seno di mia madre e ho già una terza abbondante, ho una chioma lunga, dolce, soave, quasi da pubblicità. La mia bellezza inizia a far breccia tra i ragazzi della mia età e non solo.
I miei non li sopporto più. Mia madre, mamma in carriera presso un noto studio, non ha mai tempo per me, per i miei problemi da adolescente, per le mie richieste d’aiuto, di consiglio, come tutti i figli desiderano…
Lei no, non è così purtroppo. Parla come un libro di giurisprudenza, tutta precisa, guai se dico un termine in dialetto o improprio al contesto. Ma soprattutto mi critica in continuazione, ha sempre da ridire su di me. Se ci sono delle cene, non aspetta altro che il momento giusto per denigrarmi pubblicamente e farsi compatire da quelle stupide pseudo amiche che invita mensilmente. Ah dimenticavo si chiama Samantah, si con l’acca che fa tanta tendenza e snob. E mio padre? Questo povero cristo o coglione decidete voi, è in balia di questa donna. Permette alla forte personalità di sua moglie di farsi scegliere i vestiti, chi frequentare, addirittura lo sport da praticare, il tennis per la precisione. Si chiama Oreste, ed anche lui mi chiama bambina, per poi però guardare il culo delle mie amiche di scuola. Li odio gli adulti, tanto grandi alle volte, per poi dimostrarsi tanto piccoli in talune situazioni. Quanto vorrei che mi capissero ed invece io per loro sono invisibile, come quel ronzio fastidioso che ti gira attorno e che non vedi l’ora che vada via.”

E poi, ancora, uno strano fortuito incontro che cambia tutta la visione della vita… Questo racconto è intitolato Destini (ed è stato pluripremiato in svariate occasioni). Eccone un breve assaggio:

 “A volte il destino fa proprio strani scherzi…Ero una donna delusa e spenta dal grigiore della routine, che riscopriva per sbaglio l’ebbrezza della vita, i suoi colori, i suoi odori, i suoi sapori attraverso un nuovo amore.
Tutto era cominciato per un contatto fortuito in libreria. Un giovane scrittore emergente, mi disse che poteva farmi la dedica sul libro che avevo appena acquistato. Lo guardai un attimo stupita, ed in una frazione di secondo accettai di farmelo dedicare. Mi chiese il nome e scrisse: “a Francesca, con l’augurio che tu possa realizzare tutto ciò che più desideri. Aspetto con impazienza la tua recensione..”
Mi diede anche il suo contatto su face… La foto nel mio account non era un granchè, anche se metteva in mostra il petto generoso.“

Nel volume troviamo anche altri personaggi: un rappresentante, una donna che decide di sottoporsi ad un delicato intervento di chirurgia estetica e, ancora, una coppia che cerca di preservare il proprio rapporto dalle tentazioni e dalle difficoltà della vita.
Il personaggio della giovane studentessa universitaria, già con una vita intensa alle spalle e dai mille pensieri, è quello che mi ha colpita di più, ecco una breve descrizione del suo mondo In Scoprirsi e ritrovarsi:

 “Mare, mare…il mio mare” – pensava Gisel – lontana già da troppo tempo dal suo mondo. Lo scorrere del tempo non riusciva a calmare il suo tormento interiore, ma nell’immensità e profondità della sua immaginazione spesso apriva una finestrella per vivere i ricordi, l’uno accanto all’altro, quasi a cercare una consolazione e una risposta alla sua unica domanda.
“Perchè ho così tanta paura?”- se lo chiedeva spesso Gisel. Una paura dall’odore inconfondibile, un’ombra che la custodiva e la ricattava rendendola confusa e vulnerabile. Ma l’improvviso rombo di un tuono che inconsciamente poteva rappresentare per lei la presa di coscienza di quella sua condizione così instabile, la spinse invece ad alzare gli occhi verso l’alto…il cielo si riempiva di nuvole dalle forme bizzarre e grigie. Un grigio che oscillava nelle sue tonalità, dal chiaro allo scuro, un colore che Gisel non amava per niente…
…Nonostante la sua giovane età Gisel sentiva di aver vissuto troppo, ma non quella vita che aveva sempre sognato da bambina. I suoi sogni annegati in un mare senza fondo erano lì pronti a rinascere insieme allo schiudersi di quella conchiglia che teneva gelosamente custodita nel suo cassetto. Sapeva che solo quando avrebbe trovato il coraggio di aprire quel cassetto la conchiglia si sarebbe schiusa lasciando la perla rilucere della sua bellezza. Ancora immersa con i pensieri nell’astrattezza del vuoto non si accorgeva che quel temporale estivo avrebbe di lì a poco lasciato venir fuori un bellissimo sole. Il primo raggio insinuatosi nella piega di una tendina di organza appena aperta riportò Gisel a vivere lo spazio e il tempo che mai come in quel momento sembravano essere la sua gabbia. – Una bella doccia – esclamò – è ciò che più di tutto mi farà sentire meglio -.”

Dell’autore e della sua opera “Mosaico” ne parla in modo approfondito il Corriere delle Puglie, del libro si dice che: “costituisce un’eccellente antologia di racconti dalla spiccata sfumatura erotica (ma mai volgare) che si estrinseca attraverso uno stile asciutto e diretto, privo di arditezze linguistiche. L’erotismo disinibito delle storie descritte (molte delle quali hanno per protagoniste delle donne) si miscela con una visione attenta e intimistica della vita, delle sue mille sfaccettature e del riflesso che queste proiettano sulla gente comune, vero e proprio punto focale della produzione letteraria di Scastiglia. […]”

L'autore: Danilo Scastiglia  è nato a Chieti nel 1972. Nel 2009 ha pubblicato Alchimie, Edizioni Simple. Ora è in libreria con Mosaico, edito da Giovane Holden Edizioni, una raccolta di racconti sul tema erotico. Danilo Scastiglia è un autore che vanta numerose partecipazioni ad eventi culturali: nel 2012 al Festival della letteratura e dell’arte erotica presso il teatro Pallavicino. Nello stesso anno partecipa anche alla rassegna “Parole e Musica”, curata dalla casa editrice Giovane Holden, presso il circolo culturale Acsi Thìasos di Camaiore (Lucca). L’autore ha ricevuto vari premi e riconoscimenti per i suoi scritti e questo suo ultimo lavoro "Mosaico" è stato premiato durante il Festival del libro a Polignano a Mare, proprio in questo mese di luglio 2014.

vedi il link della manifestazione

Spero di avervi incuriosito e... buona lettura!
Loriana

martedì 10 giugno 2014

[letti per voi] Quando dal cielo cadevano le stelle di Sofia Domino


Care amiche lettrici e cari amici lettori, oggi voglio parlarvi del libro Quando dal cielo cadevano le stelle di Sofia Domino.

L’autrice, nelle sue note di chiusura dice:  
“Ho sempre voluto raccontare della ferocia dei nazisti, delle sofferenze che i prigionieri hanno subito nei campi di concentramento e delle speranze che ogni persona nutriva durante la Seconda Guerra Mondiale”.
Il lavoro della giovane e talentuosa scrittrice (che ha svolto anche un’accurata ricerca storica e raccolta di testimonianze) è egregiamente riuscito. Il lettore è trascinato nella vita, nelle gioie e nelle tragedie personali dei protagonisti, divenendone parte e percependo, con lo stesso sbigottimento della giovane Lia, l’incredulità per una violenza così feroce, alimentata da quell’odio assurdo che ha permesso di sterminare un intero popolo e arrivando a provare la stessa indignazione della giovane di fronte all’orrore della Shoah.
La storia di Lia è un monito affinché ciò non accada mai più e un memento indelebile per non dimenticare.

Cari lettori vi consiglio questo libro al quale assegno 5 stelle meritatissime!

Approfondiamo ora un po’ la trama del libro…  Lia vive a Roma, ha tredici anni, vuole studiare, diventare medico e viaggiare ed è piena di sogni e voglia di vivere; ma è ebrea e siamo in piena Seconda Guerra Mondiale.

Vive nascosta da ormai tre anni assieme alla sua famiglia (suo padre Daniele, sua madre Giuditta, sua nonna Miriam, il fratello maggiore Tommaso e il piccolo Chalom), in una minuscola cantina, grazie alla complicità di una famiglia romana di amici (i Parisi). Il mondo di Lia si riduce a pochi metri quadri e tanto buio, a silenzi pieni di paura e poche ore di spensieratezza, durante le visite serali degli amici.

La sua vita precedente fatta di amiche, di scuola, studio e spensieratezza è stata spazzata via, ormai è solo un lontano ricordo. Ma proprio questi ricordi sbiaditi di una normale serena vita saranno quelli ai quali la giovane si aggrapperà, per non essere travolta dalla disperazione.

Lia è convinta che prima o poi tutto finirà, che tutti loro ritorneranno a vivere la vita di prima. La ragazzina non riesce ad accettare la violenza e la cattiveria, non riesce a comprendere perché lei e gli altri della sua famiglia, possano essere perseguitati e privati della possibilità di vivere, per il semplice fatto di essere ebrei. Perché Lia si sente una ragazzina come le altre e non capisce quale sia la differenza. Non capisce come si possa arrivare a provare odio. Non capisce come ci si possa accanire in una guerra di morte e distruzione, quando la vita in realtà è una cosa meravigliosa. «Questa situazione non durerà per sempre.»

E’ grazie a questa forza d’animo che Lia diventa luce forte di speranza in mezzo a tutta la disperazione di guerra. Quando le cose peggiorano, quando Roma viene bombardata, quando sono costretti a uscire per le strade rischiando di essere arrestati per andare in un altro nascondiglio e poi in un altro, ancora, Lia è la ragazzina coraggiosa che riesce a infondere fiducia e speranza agli altri membri della famiglia, affranti e afflitti per il precipitare della situazione.

Nonostante la tragedia, la disperazione e i bombardamenti Lia non smette di voler immaginare il cielo sopra di sé. Ma non lo vuole solo immaginare, lo vuole caparbiamente ricordare, lo vuole vedere e, soprattutto, vuole sapere che colore ha ora e quanto brillano le sue stelle, sopra una Roma bombardata. Infatti, lo chiede curiosa all’amico del padre, durante una delle sue visite serali nella cantina buia: “Com’è il cielo?”. E il signor Parisi le racconterà, qualche sera dopo, di aver guardato le stelle proprio per lei, proprio per poterle dare una risposta. Questo è uno dei passaggi più toccanti del romanzo, offre la portata dell’amore per la vita che Lia ha e di come riesca a riportare anche gli altri a una speranza primitiva e potente.

Lia, poi, per un breve periodo avrà il piacere di osservare quel cielo tanto amato dalla piccola finestra della mansarda, che dividerà con un’altra famiglia ebrea, la famiglia di Hadas. E proprio questa mansarda diventerà per la ragazzina il luogo più caro, perché qui condividerà pensieri ed emozioni con il suo amico Hadas, che diventerà una presenza sempre più importante per lei, dapprima amico e confidente, poi il vero primo grande amore. Nelle loro lunghe conversazioni la domanda ricorrente della giovane è: “Perché?”. Perché quest’accanimento e quest’odio così rabbioso nei confronti del mio popolo? Perché essere privata della mia vita, della mia libertà? In nome di cosa, tutto questo, quando la vita è così meravigliosa?”. E, alla domanda di Hadas su cosa vorrà fare dopo la guerra, la sua risposta spiazzante e sincera è: “vorrò vivere.”

Ma la guerra avanza inesorabile e anche noi lettori assistiamo impotenti al precipitare degli eventi e all’aggravarsi della condizione degli ebrei nella Capitale. Gli Urovitz devono a spostarsi nuovamente in cerca di un nascondiglio più sicuro. Assieme ad altre famiglie ebree trovano riparo presso un monastero, ma dopo il susseguirsi di rastrellamenti e perquisizioni in tutta Roma da parte dei tedeschi, le famiglie rifugiate sono costrette a fuggire altrove. La famiglia di Lia decide di ritornare nella loro casa, credendola ormai sicura. Ed è invece proprio qui che la mattina del 16 ottobre 1943, vengono catturati durante il più grande rastrellamento del Ghetto di Roma da parte della Gestapo. Tutti gli ebrei vengono deportati ad Auschwitz e qui Lia dovrà far ricorso a tutta la sua voglia di vivere e ai ricordi più belli per attraversare l’orrore dei campi di sterminio: subire il disconoscimento della propria identità e umanità, la fame, il freddo, i patimenti, i dolori e le violenze, le percosse, lo sfinimento fisico dei lavori forzati, la malattia, la morte, la follia dell’odio razziale e della crudele malvagità delle SS.
«Era ancora una persona chi veniva continuamente picchiata, umiliata e privata della dignità? Era una persona chi era stata obbligata a spogliarsi e lavarsi sotto l’acqua troppo calda o troppo fredda, e che era stata tatuata con un numero perdendo il suo nome?»

E’ solo grazie alla determinazione e all’amore per la vita che Lia trova la forza di un'incrollabile speranza. La forza per sopravvivere ogni volta un giorno in più, nonostante l’orrore in cui è precipitata. Lia, quindi, non si rassegna e continua a infondere fiducia e speranza alle altre prigioniere del campo. I suoi sogni diventano luce per tutte quelle donne che non ne hanno più (e anche per noi lettori, che avanziamo attoniti fra le pagine terribili della Shoah).

Anche qui Lia diventa il faro di speranza e di coraggio: il suo esempio impedirà a tante altre deportate di lasciarsi andare alla disperazione e alla morte nei vari campi di concentramento, che la ragazza attraverserà da Auschwitz a Mauthausen, tra la Germania e la Polonia. Più di una, infatti, alzerà di nuovo gli occhi al cielo per ritrovare un po’ di bellezza e umanità, oltre le pieghe del terribile genocidio, proprio come faceva Lia…

Autore: Sofia Domino
Genere: Narrativa
Editore: Autopubblicato
Pagine: 495 pp.
Prezzo: € 1,99


Consiglio nuovamente a tutti questa lettura, per riflettere, emozionarsi, indignarsi e non dimenticare...

Loriana 

mercoledì 21 maggio 2014

[letti per voi] - "Cercando di te" di Sabina Di Gangi



Recensione di
"Cercando di te" di Sabina Di Gangi


Pagine: 253

Prezzo ebook: 1,99 euro

ISBN:  9788868850043 

Pubblicato il 06 febbraio 2014


Romance. New adult. Inghilterra

Dove acquistarlo:

http://www.amazon.it/Cercando-te-Sabina-Di-Gangi-ebook/dp/B00IAA0F52/ref=zg_bs_1338388031_58 (Amazon o Kobo)



Quanto può attendere l'amore? Un giorno, un mese, un anno... dieci anni, prima che il tormento logori l'anima. Philip e Nicole sopportano in silenzio, colmando i vuoti. Lui cercando in ogni donna qualcosa che gli ricordi lei. Lei che si circonda di oggetti, di foto, di affetti che la possano legare a lui. Aspettando che sia il fato a giocare la prima carta, sperando che il tempo non affievolisca i sentimenti. Sperando che il sole non spunti più pur di dimenticare e sperare che sorga per l'eternità pur di potersi rincontrare. Un amore puro, che va contro ogni regola, contro tutti e tutto.

Trama
Questo libro racconta dell’amore che lega Philip a Nicole, due giovani destinati a stare insieme. Il destino però pone un evento sul cammino dei due ragazzi, che li allontanerà e impedirà loro di trasformare i desideri in realtà. Infatti, durante la rievocazione storica di Glastonbury Tor, in cui i due ragazzi interpretano la coppia Re Artù-Ginevra, Philip non riesce ad impedire che Nicole sia vittima di un incidente, incidente che interromperà e pregiudicherà l’intera cerimonia. Così il giovane e timido Philip, pieno di insicurezze e sensi di colpa, fugge lontano, in una Londra lussuosa e d’élite, per trasformarsi, dieci anni dopo, in un uomo affascinante e seducente. Di donne ne ha avute tante, Philip, e si brucia in notti di sesso e passione senza futuro, sapendo che nonostante tutti gli anni passati, c’è solo una donna che vuole e che ama: Nicole.
Anche Nicole non lo ha mai dimenticato e da anni si strugge in mille domande sul perché della sua fuga, di quell’allontanamento così inspiegabile e repentino, senza aver mai smesso di provare per lui un sentimento di amore appassionato e profondo.
Eppure, nonostante gli ostacoli, il loro legame così speciale è così forte travalicherà la lontananza e il tempo: i due, infatti, continueranno a provare un forte sentimento, sospinti anche da segnali misteriosi (i sogni ricorrenti di Philip, l’anello ritrovato dal padre di Nicole quasi per caso e che lei porta da sempre al dito, senza sapere che è lo stesso anello che Philip voleva darle in dono quel pomeriggio di tanti anni fa e che, invece, dopo lo sfortunato incidente, ha furiosamente gettato in un pozzo).
Il destino, che un tempo li ha uniti, troverà il modo di farli incontrare; ma non senza porre sulla strada di Nicole e Philip nuovi ostacoli e nuove difficoltà.

Recensione
Sabina Di Gangi è l’esatta dimostrazione di come una penna dotata, riesca a dare dignità a un romanzo la cui trama s’attarda e si perde in momenti stereotipati e in cliché fin troppo prevedibili. Forse non sono la lettrice più adatta per valutare questo genere di storie, vista la mia predilezione per letture intimiste e filosofiche, pertanto è proprio per questo che il mio approccio è stato un po’ difficoltoso.
Quindi, da una parte trovo che il romanzo sia il prodotto delle ultime tendenze letterarie e che, in alcuni momenti scada in banalità che potevano essere evitate. Perché, infatti, un uomo affascinante come Philip abbia bisogno di drogare le sue partner occasionali e soprattutto consenzienti, questo mi rimane incomprensibile. Così come mi sembra alquanto farraginoso il voler giustificare il forzato allontanamento del protagonista, per un lungo decennio, al solo senso di colpa per l’incidente avvenuto a Glastonbury Tor. Allontanamento che, nonostante sia un doloroso tormento per l’uomo, non viene mai risolto decidendo di rincontrare l’amata. Stessa considerazione potrei fare sullo svolgimento delle pagine che ci accompagnano verso la fine della storia, dove vediamo un Philip in lacrime per la morte della madre ma dedito, appena poche pagine dopo, a distensive partite di golf e a degustazioni di whiskey della migliore qualità nell’esclusivo club cittadino.
Mentre, dall’altra, apprezzo la scelta stilistica di leggerezza con la quale l’autrice ci racconta della vita di Nicole e del tenero sentimento che continua a custodire verso l’amato Philip, nonostante il trascorrere degli anni, E’ questo infatti il punto di forza narrativo che ho colto con maggiore intensità: la volontà dell’autrice di esaltare l’amore vero, rispetto alla semplice ricerca del piacere. Questo è evidente soprattutto in Philip, che ha avuto e usato tantissime donne, che poi scopre di provare verso Nicole un sentimento così profondo che spazzerà via con determinazione e immediatezza tutte le esperienze passate. Nicole è infatti l’unica donna con cui, per tutta la durata dal romanzo, Philip non farà sesso, ma che avvolgerà di un amore profondo e assolutamente devoto. Un amore così puro e sublime che forse neanche l’uomo, ormai segnato dalla vita, pensava di essere ancora in grado di dare.
L’autrice ha una buona capacità narrativa, uno stile equilibrato e fluido, domina la scrittura con competenza e riesce a trasportare il lettore nelle atmosfere affascinanti e patinate della buona società che Philip frequenta. La Di Gangi è in grado di tratteggiare descrizioni dei bellissimi luoghi in cui il romanzo è ambientato (Londra, Parigi, Glastonbury, Costa Azzurra), come pennellate d’acquarello, coinvolgendo il lettore in una lettura scorrevole e lieve fino all’ultima pagina.
Quindi, a parte le mie personali preferenze di lettura, trovo che nel complesso il libro proponga una storia ottimamente narrata, in cui gli ingredienti ben miscelati insieme (romanticismo, destino, amore, intrigo e alcune pagine di appassionato sesso), realizzano un romanzo adatto a una buona lettura d’evasione.

Buona lettura, quindi!
a cura di  Loriana Lucciarini

domenica 11 maggio 2014

Italians do it better - "(letto letto) il Re Squaletto" di Simone Bertino

Cari lettori, Simone Bertino è già stato ospite nelle nostre pagine di Magla, non poco tempo fa. Di lui vi avevo parlato del suo primo libro "Il Mentore"
Oggi invece vi voglio parlare del suo nuovo libro, una favola per ragazzi (e non solo), dal curioso titolo (letto letto) il Re Squaletto...



LA RECENSIONE

Come spiegare processi complessi senza esser banali e noiosi?
Simone Bertino ci prova con questo piccolo libro, intrecciando il suo racconto di viaggio con elementi fiabeschi, per trasportare il lettore in una storia originale, non banale.
E’ bravo proprio ad osare questo nuovo sistema narrativo, che rende – nella sua semplicità – assolutamente più chiari i concetti filosofici che ci vuole illustrare.
Così le dissertazioni sull’energia dell’universo hanno il potere certamente di colpire il lettore, se a farle sono il protagonista e il suo nuovo amico, baby shark, un piccolo squaletto che l’autore, nelle vesti del protagonista narratore, incontra oltre la barriera corallina di una delle isole Thailandesi.
Il diario di viaggio, quindi, s’intreccia con il racconto di questa esperienza magica. 
“Un viaggio è sempre il più vicino dei misteri. Un viaggio ha in sé la rara sensazione della prossima scoperta di un segreto. Un viaggio è l’essenza stessa della vita.”

“Fa caldo ma è ventilato. Il cielo è in parte azzurro e limpido ed in parte solcato da nuvoloni e nuvolette. In alcuni punti le nuvole sono dense e nere. Il cielo della Thailandia ad agosto lascia aperte decine di possibilità e scenari ma non delude mai, anzi, arricchisce l’esperienza di questa terra e di questo paese.”


In quest’avventura il protagonista ha modo di incontrare e parlare con varie creature marine, al fine di scoprire un segreto. Ognuno di questi incontri lo arricchirà e lo porterà, lentamente, a una nuova conoscenza di sé e delle proprie capacità, nonché gli permetterà di carpire alcuni segreti della vita. 


“…una volta arrivato ad un certo punto, hai la possibilità di decidere da solo se essere presente o farti distrarre. Questa è la sfida della vostra epoca. In occidente siete arrivati al culmine energetico della vostra tensione mentale, ora dovete decidere in quale direzione svoltare, se dentro o fuori di voi. Ognuna delle due scelte avrà comunque effetti sulla realtà. Anche non scegliere avrà effetti.” 

 
“…vi sono infinite possibilità, che anche quando credi che andare a fondo sia l’unica possibilità, la magia della vita può sempre sorprenderti e salvarti.”


“La nascita e la morte non contano, l’esistenza è il fulcro. Se vuoi essere un favorito della fortuna devi essere il miglior te in ogni singolo istante, anche se ciò può costarti un’umiliazione o la vita stessa. I favoriti della fortuna sanno di esserlo, ma non attribuiscono molta importanza a ciò o alla loro vita, avendo ben chiaro che entrambi sono parte di altro che è di più. Loro non temono ma amano, sono pura immaginazione in un mondo di dolore e difficoltà, sono la vibrazione che spezza gli equilibri.”


Scritto volontariamente in modo semplice e confidenziale, per arrivare in modo immediato e diretto nell’animo del lettore, il libro è un piccolo scrigno di proposte e riflessioni. Oltre a divertire, durante la lettura dei vari incontri sottomarini, apre spiragli di conoscenza profonda nella mente di chi legge.

Un buon lavoro, sicuramente originale nella concezione e diretto nella comunicazione, di scorrevole lettura e dagli spunti filosofici interessanti.



CITAZIONI DAL LIBRO

“Anni fa ho scoperto che la mente si nutre di vita, incontri, scontri e silenzi. Il silenzio è come il sonno. Permette alla mente di rigenerarsi e al contempo di riorganizzare le informazioni pescate qua e là con i cinque sensi: vista, udito, tatto, olfatto e gusto.” 

 
“Solitamente odiamo quelli che ci spingono oltre i nostri limiti, ma loro sanno che quell’odio è necessario per raggiungere l’obiettivo di una nuova conquista o consapevolezza, poiché dopo, l’odio, si trasformerà in gratitudine, consentendoci di diventare esseri viventi capaci di essere di aiuto per gli altri, con fiducia e convinzione.”

“Ho sempre creduto che il tempo trascorso a parlare, o anche solo ascoltare, persone che avevano senza dubbio qualcosa da trasmettere fosse uno dei modi migliori per trascorrere parte del tempo presente al fine di un utilizzo migliore del tempo futuro.”

“Devi capire che voi uomini vi siete scissi, per volere di pochi, dall’unicità della vita. Ognuno di voi è come se fosse scollegato da se stesso e dal resto della realtà. Questo contrasta con l’essenza della vita ed allontana dalla stessa, tradendo la scommessa su cui il suo pensiero si fonda. Da qui la contrapposizione tra esseri umani e tutto il resto, compresa la Terra.”

“Dormi poco, gioca, scherza, la vita è come la schiuma di un rivolo d’acqua che si ritrae dalla spiaggia, dura il tempo di un’occhiata, vale l’istante di un ricordo.”





INTERVISTA ALL'AUTORE


 
domanda (D): Com’è nata l’idea di questo libro?
risposta (R): L’idea è nata grazie ad un altro libro, molto letto dai bambini di tutte le età, e che casualmente mi era tornato tra le mani poco prima di partire per la Thailandia, terra che mi ha poi reso molto semplice tradurre l’idea in realtà. La storia raccontata con quel libro, ma anche la biografia del suo romantico autore, mi hanno sempre affascinato ed accompagnato, per più di vent’anni, con i loro insegnamenti sempre attuali ed essenziali, per chi voglia mantenere viva l’innata capacità di amare e sognare. Questo libro è Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry.

(D): Perché hai deciso di strutturarlo in questo modo?  
(R): La struttura, come per il ben più famoso racconto del viaggio sulla Terra del piccolo biondino, è quella tipica del lungo racconto, con il quale l’autore intende, per intimi motivi, parlare indirettamente di sé e del proprio mondo interiore, comunicando in questo modo al pubblico dei lettori un messaggio spesso attuale, sicuramente profondo, che con altre strutture narrative risulterebbe da un lato pesante e dall’altro lato rivolto solo ad un pubblico adulto e di nicchia. Il racconto di fantasia, collegato in modo chiaro ad un viaggio nella realtà oppure ad aspetti concreti di quest’ultima, permette, invece, di rivolgersi trasversalmente a tutti i potenziali lettori esistenti, dai più piccoli ai più grandi, potendo ognuno di loro scorgere e completare, sulla base del percorso di vita svolto, il messaggio contenuto nel racconto.
 
(D): Come coniughi questo tuo lato da esploratore dei meccanismi e del senso della vita, con la tua professione di avvocato? 
(R): Il collegamento è inevitabile. Come ho cercato di spiegare nel mio primo libro “o avvocato o morte!” , scritto di getto come necessità esistenziale, senza regole e con poca attenzione alla forma ed al perfezionismo linguistico, l’avvocato è sostanzialmente un condannato alla solitudine che attraversa, oltre alla sua, più esistenze che si intersecano tra loro, vivendone aspetti, al contempo drammatici ed esilaranti, che, senza possibile alternativa, lo conducono sino ai confini degli abissi della mente e dell’anima dell’uomo. In questo modo, l’appassionato professionista avvocato riceve in cambio un insegnamento unico ed indispensabile per condurre una vita completa: una lucida e cincia consapevolezza sulle caratteristiche umane che, come contro altare, impone la necessità di ritrovare altrove, in altre forme, un collegamento con la parte più pura di ogni essere vivente, quella scintilla di energia che anima la mentalità creativa concessa in dono a ciascuno di noi al momento della nascita.

(D): Continuerai a scrivere di questi argomenti o per le tua prossime produzioni ti cimenterai in altri generi?  
(R): Sinceramente non so risponderti con precisione. Al momento sono immerso in evoluzioni professionali che dopo anni dal mio inizio professionale mi appassionano come allora. Quindi, al momento sto scrivendo poco, prevalentemente per me stesso, ma sono certo che questa sia solo una pausa di evoluzione necessaria, come spesso accade, per continuare su una strada misteriosa come quella tracciata dalla volontà di scrivere per comunicare.

(D):  I tuoi progetti futuri? Parlacene  
(R): Posso dirti che da tempo immagino un racconto, forse un romanzo, che come protagonisti ha un anziano signore, un giovane ed idealista professionista ed una bella e fascinosa donna dello spettacolo. Non so se da questa idea ne nascerà qualcosa, ma non lo escludo. Non so essere più preciso perché ho capito che, contrariamente a ciò che molti pensano, non sempre è lo scrittore a decidere della scrittura ma sovente è questa a decidere per lui e di lui. 

(D): Nel primo libro affrontavi come imparare a vivere meglio, come arginare i problemi per trovarne una soluzione, come superare i punti critici della nostra esistenza con uno sguardo e una capacità di giudizio positiva e pronta a cogliere le potenzialità che la vita ci offre, anche i momenti negativi. Qui, in questo tuo nuovo libro, ricorre il tema centrale: scoprire come vivere, ma lo affronti in modo e in uno stile narrativo completamente differente. Perché questa scelta?  

(R): Sostanzialmente ho già risposto in precedenza, ma questa domanda è comunque utile e fondamentale per ribadire un concetto essenziale in merito alla volontà di comunicare pensieri e riflessioni profonde che, nonostante questa peculiarità, riguardano il quotidiano esistere di ognuno di noi. La scrittura in sé, quindi scrivere libri, scrivere articoli di giornale, oppure scrivere su un blog, è una delle forme di comunicazione di massa ad oggi esistenti. L’obiettivo di questo tipo di comunicazione è, in definitiva, quello di raggiungere il più alto numero di persone. A mio avviso, per la mia ormai lunga esperienza di lettore, lo schema migliore per questo fine è quello del racconto fantastico ben ancorato, lungo il suo svolgimento, agli spunti concreti forniti dalla realtà, siano essi cose o persone. Del resto, lo stesso essere umano è il prodotto di sogno e realtà.


(D): In questo tuo ultimo libro tocchi argomenti quali: il fluire delle cose, l’esser parte di qualcosa, l’esser centrato nel presente e con se stesso, la capacità di amare gli altri e permettere la loro crescita, il rispetto per il mondo che ci è stato affidato, la magia della creazione e nella rinascita. Lo fai in modo diretto e semplice, come se raccontassi una favola, ma senza dare risposte, lasciando al lettore l’interpretazione personale ai vari messaggi. Anche nel finale sei stato vago. Il tuo scopo è portare chi legge a porsi interrogativi e raggiungere, da solo, proprie verità?  
(R): Bisogna fare una distinzione. Premetto, pertanto, che secondo me lo scopo di uno scrittore, in particolar modo quello degli scrittori sconosciuti al grande pubblico come Simone Bertino, è quello di esteriorizzare uno stato d’animo così carico di energia da pretendere di ottenere una materializzazione nella realtà. In questo modo, quello stato d’animo diventa tangibile prima di tutto all’autore e poi, se capita, a quanti entrano in contatto con il manoscritto o con l’e-book. Per quanto mi riguarda, la scrittura è prima di tutto la materializzazione di particolari stati d’animo in grado di sopravvivere a loro stessi. Se, invece, vogliamo ipotizzare che quello stato d’animo, una volta venuto ad esistenza, abbia così tanta energia da raggiungere un vasto numero di “interlocutori”, allora non si può che concludere per una risposta affermativa alla Tua domanda. Ogni libro ha in sé un messaggio da completare ad opera del lettore. Ne consegue che il messaggio ha un’intuibile matrice originaria, ma il suo significato non è uguale per tutti. 

(D): Per le tue pubblicazioni hai scelto il selfpublishing su ilmiolibro.it? Perché? E’ una scelta vincente, dal tuo punto di vista? 
(R): Se il metro di paragone per definire vincente una scelta editoriale è il successo di vendite, la risposta e no. La pubblicità e, con essa, la scienza del marketing rappresentano l’anima del commercio e la conseguente possibilità di successo di qualsiasi prodotto che voglia affermarsi sul mercato al fine di conseguire il margine di profitto. Anche se per certi versi non insormontabile, questo è un dato ineluttabile con cui confrontarsi, ed il selfpublishing da solo non permette di aggirarlo. Se, invece, il metro di paragone è la possibilità di tenere tra le mani un proprio manoscritto e poterlo condividere con altre persone la risposta e sì. Ogni scrittore è all’inizio un semplice sconosciuto che con più o meno fermezza intende, spesso senza sapere come, affermarsi in quella veste. Da questo punto di vista il selfpublishing e, nel caso di specie, ilmiolibro.it offrono un’opportunità in più. Il sito ilmiolibro.it, così come altre piattaforme per il selfpublishing, rappresentano, inoltre, ottime idee imprenditoriali in grado di creare lavoro coniugando, sino ad unirle inscindibilmente senza limiti e confini materiali, le due anime del mondo reale dell’editoria, la scrittura e la lettura. Per quanto mi riguarda scrivere è prevalentemente una valvola di sfogo, ma mi aiuta anche a cercare di mettere in pratica il principale e fondamentale insegnamento di tutti i più grandi profeti e filosofi (credo non ci sia differenza): conosci te stesso. Per questo fine il selfpublishing è un ottimo alleato. 

(D): Facciamo un gioco. Io ti dico una frase e tu la completi brevemente, secondo il tuo modo personale di vedere le cose. 

La vita è creazione in movimento
L’amore è l'unica forma di energia invincibile
Il successo è fare della propria vita ciò che si desidera veramente
La sconfitta è solo un altro passo verso il successo
La pace è lo stato dell'anima da riscoprire e da esportare
La comprensione è evoluzione
La consapevolezza è un dialogo silenzioso con il tutto, qualunque sia il nome attribuitogli.
L’armonia è allineamento con il fluire del pensiero da cui tutto genera, qualunque sia la realtà circostante
La comunicazione è condivisione
L’arte è il tentativo dell'artista di spiegare la propria visione sugli aspetti più reconditi ed incomprensibili dell'universo. Per quanto mi riguarda, anche il fisico, il chimico ed il matematico sono artisti
Il creato è un palcoscenico in costante evoluzione
Il divino è l'uomo consapevole
L’anima è il mezzo con cui sfruttare, per il tramite della mente, le infinite possibilità esistenti

E ancora,
Sono felice quando... sento che sto assecondando correttamente la mia natura di pensatore creativo

Sono triste quando...  raramente, avendo intuito come aggirare il finto problema della tristezza.

Mi sento realizzato quando...  agisco consapevolmente nella realtà senza sprecare il tempo che mi è stato concesso

Mi sento deluso quando... la delusione per le cose della vita è un lontano e simpatico ricordo


Chiudo questa intervista riportando uno stralcio della dedica che l’autore ha inserito nella sua prefazione al libro “(letto letto) il Re Squaletto”)


“Dedico questo libro ai sognatori di tutte le età, perché loro sono il vero motore della creazione divina qui sulla Terra.”

La stessa dedica, lo stesso augurio, lo faccio ora io a Simone Bertino, perché di sognatori che credono in altri sognatori ne abbiamo davvero bisogno!
Grazie all’autore per la disponibilità avuta per questa intervista, complimenti per le sue opere e tanti in bocca al lupo per questa sua ultima fatica. 




Titolo: (letto letto) il Re Squaletto
Autore: Simone Bertino
Editore: ilmiolibro
ISBN: 9788891061874
1a edizione 11/2013
Categoria
: Fiabe e libri per ragazzi
Pagine: 128
Formato: 12x18 - Copertina Morbida - bianco e nero
Prezzo di vendita: 12,50  euro

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