lunedì 27 luglio 2015

Letteratura.info - Gianni Alfani: La consapevole impronta di Cavalcanti



 Ballatetta dolente,
va’ mostrando il mi’ pianto
che di dolor mi cuopre tutto quanto.

Tu te ne andrai imprima a quella gioia
per cui Fiorenza luce ed è pregiata;
e quetamente, che non le sie noia,
la priega che t’ascolti, o sconsolata;
poi le dirai affannata
come m’ha tutto infranto
10il tristo bando che mi colse al canto.

S’ella si volge verso te pietosa,
ad ascoltar le pene che tu porti,
traendo guai dolente e vergognosa,
lei pingi come gli occhi miei son morti
per li gran colpi e forti
che ricevetter tanto
da’ suoi nel mi’ partir, ch’or piagne in canto.

Po’ fa’ sì ch’entri ne la mente a Guido,
perch’egli è sol colui che vede Amore,
e mostrali lo spirito ch’un strido
me trâ d’angoscia del disfatto core;
e se vedrà ’l dolore
che ’l distrugge, i’ mi vanto
ched e’ ne sospirrà di pietà alquanto.


Gianni Alfani è l'ennesimo esponente di spicco del Dolce Stil Novo, movimento poetico italiano famoso anche per aver contestualizzato in positivo la letteratura italiana delle origini, aprendo al romanticismo larghe vedute ideologiche, fino ad allora legate dalle catene morali della realtà.
Le fonti biografiche inerenti alla sua vita sono poco certe, così come la sua attività poetica, la quale si riduce a pochi componimenti attribuibili in maniera disorganica, tanto da permetterci di osservare il suo stile in semplici Rime, giunte fino a noi in numero assai ridotto se si considera il periodo dell'effettiva composizione.
Di certo possiamo collocarlo tra le amicizie intime di Dante, quindi uno dei personaggi maggiormente in confidenza con il poeta; tuttavia, ad occupare la sua ispirazione è Cavalcanti, in quanto è palese il suo tentativo d'imitarlo in ogni brandello stilistico, al punto da creare una traccia satura di similitudini, diventata poi tributo.
Nelle Rime si legano tra loro temi spesso ricorrenti, come l'amicizia in tono virile e il soave canto della donna dall'abbraccio salvifico.
Unito al vortice delle pure emozioni è la malinconia del tempo che passa e le cruente conseguenze dell'esilio, che rendono la sua patria un miraggio da ammirare solo da lontano, una morsa con cui convivere.
La Ballatetta Dolente (rifacimento della celebre “ballatetta” di Cavalcanti) rappresenta in sostanza la stesura più recondita di Alfani, poiché si possono ritrovare i sentimenti citati in precedenza e l'ombra che marca  il suo legame con una mentalità a lui decisamente vicina.  



Al prossimo appuntamento!

Nessun commento:

Posta un commento