lunedì 20 luglio 2015

Letteratura.info: Dante Alighieri - Epistola XIII a Cangrade della Scala



Magnifico atque victoriosissimo Domino, Domino Kani Grandi de la Scala, sacratissimi Cesarei Principatus in urbe Verona et civitate Vicentie Vicario Generali, devotissimus suus Dantes Alagherii, Florentinus natione non moribus, vitam orat per tempora diuturna felicem, et gloriosi nominis perpetuum incrementum.  


Con l'epistola XIII si aprono varie discussioni inerenti alla datazione e, più importante, all'attribuzione incerta data a Dante per la stesura della seconda parte, proprio per l'effettivo cambiamento di stile che più volte è stato approfondito.
Il messaggio, tuttavia, non ha bisogno di altre spiegazioni: Il poeta, nello scritto iniziale, afferma con coscienza di voler donare a Cangrade della Scala la cantica del Paradiso, una scelta ponderata e ricercata in ogni piccolo dettaglio, il giusto compenso da offrire per rendere gloriosa ancor di più l'eccellenza del condottiero.
Segue una lunga introduzione alla Commedia, un passo generale per ricavarne i significati principali, e tutto ciò che può servire per far comprendere al meglio la vera essenza del Paradiso, senza alcun tipo di sottigliezza.
Emergono gli aspetti da sviscerare nell'esordio di un’opera dottrinale: soggetto, autore, forma (che rappresentano i tre fattori di mutamento del Paradiso rispetto al resto dell'opera) e successivamente, fine, titolo e identità filosofica.
Stabilisce poi due emisferi semantici: letterale, in più aspetti formale, e anagogico, che ne aumenta la disorganica accezione dei simboli, di cui sembra essere l'estensione più convincente.
Con questo incisivo testo si valorizzano numerose chiavi di lettura, elogiando l'entità di un'opera che viene considerata dunque inscindibile, anche se frammentata in più realtà.


Al prossimo appuntamento!


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