lunedì 4 maggio 2015

Letteratura.info - Giovanni Boccaccio: Decameron (Proemio e Introduzione)



Il Decameron apre le sue porte a un sottile proemio, nel quale lo stesso Boccaccio afferma con gran voce di dedicare l'opera alle donne, creature fragili dinanzi alle loro pene d'amore, di cui lui tenta di alleviarne i solchi.
Nonostante sia ormai conosciuta la passione dell'autore nei riguardi del gentil sesso, questa volta l'intento è chiaro: una delle prime premesse non sconclusionate parlano al lettore in modo diretto, così da far sprofondare supposizioni e concetti nella vera lettura, inerme e onesta nella sua semplicità. 
Subito dopo la struttura tende a sciogliere i propri nodi, per poi unirsi in una storia principale (chiamata cornice) che detiene le circostanze originali del ciclo delle novelle. 
Firenze è vessata dalla peste; la civiltà - e al tempo stesso il buon costume - viene sovvertita da una caotica confusione cognitiva, rendendo la città il luogo meno sicuro in cui vivere, dove ogni uomo perde ogni onorevole quotidianità o consuetudine.
Dieci giovani (sette donne e tre uomini) s'incontrano nei pressi di S. Maria Novella e di comune accordo prendono una decisione drastica, dettata dal continuo peggioramento degli eventi: si allontanano quindi da Firenze, per due settimane, lasciandosi guidare dal piacevole fruscio delle desolate campagne, strutturando le giornate con dosi di serenità e godimenti. I loro nomi rimandano a opere letterarie più antiche, a cui Boccaccio si affida, o a personalità per lui fondamentali (Pampinea, Filomena, Neifile, Filostrato, Fiammetta, Elissa, Dioneo, Lauretta, Emilia e Panfilo).
Dioneo (che diventerà l'involucro licenzioso di Boccaccio, all'interno dell'opera, riservandogli il compito di donare una voce dove essa palesemente manca) sarà l'unico capace di scegliere il tema delle novelle in modo del tutto autonomo. Lo si può definire come una sorta di coscienza improvvisata.
La giornata dei giovani sarà dedicata al racconto di una novella da parte di ognuno e sarà eletto un re o una regina che dovrà coordinare le novelle e deciderne la tematica.
Da qui lo schema fisso del procedimento narrativo: cento novelle, dieci per ogni giornata, escludendo il venerdì e il sabato.
Al termine di ogni novella vi è il commento collettivo e, a chiusura della giornata, una conclusione o una ballata cantata da uno di loro. Frattanto, vi sarà l'elezione del nuovo re o regina che decreterà l'argomento della giornata successiva.

Al prossimo appuntamento!


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