lunedì 18 maggio 2015

Letteratura.info - Dante Alighieri: Guido, i' vorrei che tu Lapo ed io.



Guido, i’ vorrei che tu e Lapo ed io
fossimo presi per incantamento
e messi in un vasel, ch’ad ogni vento
4per mare andasse al voler vostro e mio;

sì che fortuna od altro tempo rio
non ci potesse dare impedimento,
anzi, vivendo sempre in un talento,
di stare insieme crescesse ’l disio.

E monna Vanna e monna Lagia poi
con quella ch’è sul numer de le trenta
con noi ponesse il buono incantatore:

e quivi ragionar sempre d’amore,
e ciascuna di lor fosse contenta,
sì come i’ credo che saremmo noi.



In questo sonetto, che fa parte delle poesie giovanili, Dante sceglie come modello di riferimento la lirica d'amore dal tocco cortese.
Guido, io vorrei che tu Lapo ed io segna il perfetto ponte verso un nuovo criterio di poesia, l'impronta iniziale del Dolce Stil Novo, delineato da un linguaggio chiuso nella sua particolare riservatezza e più incline alla sensibilità empatica.
La tematica fondamentale è il desiderio, il ricalcare sinceramente uno stile esistenziale cortese, diverso dalla realtà e simile a un viaggio interiore che porta al fantastico, all'amorfa immaginazione.

Vi è l'amicizia con i due poeti, uniti dai loro ragionamenti amorosi; sono spiriti prescelti incastrati nelle bellezze fiabesche della soave fantasia. La magia, signora esistente e sempre attenta, è dunque colei che può distruggere gli ostacoli della realtà. Di conseguenza, con una struttura circolare che porta a ricreare un medesimo concetto, assistiamo a un lavoro unico nel suo genere, dove le sfrenate gioie metafisiche invadono il raggio semantico della volontà.  

Al prossimo appuntamento!


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